È ricominciata la nuova stagione di Cult News, l’agenda culturale e musicale che va in onda in diretta ogni venerdì dalle 10:30 alle 11:30 su Radio Città Fujiko.
Abbiamo scelto di aprire la prima puntata della terza stagione ricordando Emma Bonino, leader radicale, parlamentare, commissaria europea e ministra, scomparsa l’11 settembre.
Su Emma Bonino è stato scritto moltissimo, inevitabilmente, data la complessità della sua figura e del suo lungo percorso politico. Noi vogliamo ricordare in particolare alcuni aspetti legati alla sua storia radicale, perché pensiamo possano offrire qualche spunto per riflettere anche sul presente e su come affrontare i tempi difficili che stiamo vivendo. Tenendo a mente un suo monito: i diritti si conquistano con lentezza e si perdono con rapidità.
Emma Bonino è stata radicale col corpo. Essere radicali ha significato, innanzitutto, “metterci il corpo” scrive Andrea Pugiotto su Il Manifesto. “Le battaglie di scopo radicali sono sempre riassumibili nell’immagine di corpi: gioiosi, nelle lotte per la liberazione sessuale e omosessuale. Autodeterminati, nelle campagne per il divorzio, l’aborto e le politiche antiproibizioniste. Scheletrici, nella lotta alla fame nel mondo. Stuprati e trucidati, nell’impegno per una Corte penale internazionale. Immobili eppure vitali, come quelli di Luca Coscioni e Piero Welby. Reclusi, nella battaglia per la legalità nelle carceri o per la chiusura dei manicomi. Già morti eppure ancora vivi, nelle campagne contro l’ergastolo o per la moratoria all’Onu sulla pena di morte. Amputati, nella lotta contro le mutilazioni genitali femminili. La politica radicale, dunque, è fatta di corpi. Dove la corporeità dei diritti da conquistare esprime la concretezza dell’obiettivo rivendicato, e chiama alla mobilitazione ogni singolo individuo indipendentemente da appartenenze politiche, scardinate anzi nella loro sclerosi ideologica. È così che quello radicale, partito di minoranza ma non d’élite, ha saputo dimostrare nelle lotte vinte un’originale vocazione maggioritaria”.
Emma Bonino è stata radicale con la parola. “La costante del suo lungo viaggio politico” scrive il politologo Piero Ignazi su Domani “è stata quella della parola diretta. Dell’esprimere senza paraventi un’ opinione, che fosse controcorrente o meno”. “Il nitore del dissenso” lo definisce Concita de Gregorio su Repubblica.
Emma Bonino è stata radicale anche nel suo modo di essere donna. Era “rigorosa, disciplinata, spesso spigolosa, riservata” la descrive Daniela Preziosi su Domani. “Molto poco accondiscendente, molto poco seduttiva. Tutto il contrario dei leader politici a cui siamo abituati” ha ricordato la giornalista Concita de Gregorio nella trasmissione Rai Il cavallo e la torre. Era una donna dalla parte di tutte le donne: dall’aborto alle battaglie contro le mutilazioni genitali femminili, Emma Bonino “ha fatto scoprire le donne alle donne”, si legge sull’Espresso. Perché “rendere le donne, tutte le donne, libere di scegliere in quanto consapevoli delle loro scelte, senza alcuna imposizione da parte degli uomini, e neppure da parte di altre donne, non era solo una battaglia politica, ma un modo di vedere il mondo”.
LE ALTRE NOTIZIE CULTURALI
Le altre notizie culturali che abbiamo commentato e che vi invitiamo ad approfondire sono:
“L’enorme spreco dell’intelligenza artificiale” Emma Holten su Internazionale.
“Chi si accorge se non vieni?” Progetto Tlon e Andrea Colamedici.
“Ripristino dei fiumi, il 2025 segna un record di dighe abbattute per l’Europa” Luigi Mastrodonato su Lifegate.
MUSICA
Cult News è un’agenda settimanale non solo culturale ma anche musicale: oltre ai brani in continuità con le tematiche che tocchiamo, nella seconda parte della diretta vi proponiamo l’ascolto di album in uscita e vi ricordiamo interessanti concerti, rassegne e festival a cui partecipare.
Ecco le notizie musicali che abbiamo selezionato per la diretta:
Sabato 19 settembre, al parco DLF, si è svolta la quindicesima edizione dello storico festival bolognese Tutto molto bello, evento musical-sportivo in cui squadre di musicisti, tecnici e addetti ai lavori da tutta Italia si incontrano a Bologna per sfidarsi in un torneo di calcetto amatoriale, ma appassionante. Al contempo si possono ascoltare gli showcase di artiste/i emergenti. Fra queste/i vi abbiamo segnalato Amarene, il progetto della cantautrice genovese Irene Marchesano, presentato dall’etichetta Mosho. Per introdurvi all’ascolto del suo EP di debutto, “Psoriasi”, vi proponiamo l’intervista che le ha fatto HypFi.
“Vi siete mai chiesti che cosa voglia dire crescere? Quando mi è capitato mi sono risposta: “Diventi grande quando fai una scoperta: che l’America, quella più luminosa e promettente, non esiste.” È esattamente questa consapevolezza, sospesa tra disillusione e tenerezza, che ho trovato dentro uno dei dischi di questo 2026 che mi rimarranno maggiormente impressi: si tratta di “Rumore di Fondo”, ultimo disco di un giovane cantautore che risponde al nome di Alberto Moscone, uscito il 4 settembre scorso. Questo musicista, infatti, si fida di noi ascoltatori sconosciuti a tal punto da raccontarci un doloroso ricordo d’infanzia, nel brano che ha intitolato proprio “America”: dietro una storia molto semplice si cela un discorso piuttosto amaro sulle aspettative e sul modo in cui diventiamo, a nostra volta, il sogno o la delusione di qualcun altro. Alberto ha raccontato che cosa significa per lui questo pezzo: nient’altro che il lento tramutarsi dei sogni in delusioni, accanto alla scoperta che anche noi stessi possiamo deludere; una storiella che è quanto di più adulto si possa ascoltare per guarire un pochino da questo dolore necessario”. La recensione di Nadia Cornetti su The Beat.
“Ci sono album che, nell’ambito di una discografia, hanno una loro ragion d’essere che prescinde dalla pura e indefinibile bellezza; l’ultimo capitolo discografico di Julia Holter è uno di questi. “Materia” non è solo una delicata escursione jazz-noir, ma rappresenta anche una delle pagine più spirituali della produzione di Julia Holter, ampiamente ispirata alla complessa e rivoluzionaria figura della monaca Hildegard von Bingen. Reinventarne le poco appariscenti e visionarie trame sonore è l’ennesimo atto d’amore per una forma d’arte che sa restare avulsa dalle ferree logiche della musica, intesa come mero prodotto di consumo”. La recensione di Gianfranco Marmoro su Ondarock.
“I rave nei magazzini di Kiev si fanno alla luce del sole, perché di notte c’è il coprifuoco. Il fotografo James Marcus Haney era arrivato in città poche settimane dopo l’invasione russa, per un incarico per l’ong Warchild, e il traduttore che gli avevano assegnato era anche un raver. Da lì è partita la domanda: quella vita esiste ancora? E come la si vive? La risposta a queste domande Haney l’ha trovata dopo quattro anni quattro anni di viaggi e girando un documentario di due ore. Si intitola “Black Sunflowers” e segue un gruppo di ucraini tutti poco più che 20enni: un renitente alla leva che corre in macchina alla periferia della città, un ragazzo che supplica la fidanzata di non arruolarsi, un soldato che balla con una sola gamba perché l’altra gli è stata amputata”. L’articolo su RivistaStudio.
INFO UTILI:
Per riascoltare la playlist della puntata, vai sulla pagina Tidal di Cult News.
Per riascoltare la puntata della diretta di venerdì 18 settembre vai sulla pagina Spreaker di Cult News.
Cult news è l’agenda culturale e musicale ideata da Flavia Montecchi e condotta con Anna Cesari, in diretta ogni venerdì dalle 10:30 alle 11:30 su Radio Città Fujiko.
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