Si intitola “Realizzare la Costituzione” il progetto che il coordinamento regionale dell’Emilia-Romagna di Anpi, in vista del 2 giugno e del 75° anniversario della promulgazione della stessa Carta, il prossimo 27 dicembre, ha messo in campo. Si tratta di un’occasione per analizzare quali diritti e doveri sanciti dai costituenti siano effettivamente stati realizzati e quali e quanti ancora disattesi. E sono questi ultimi ad aver pesato nell’aver convinto l’associazione dei partigiani a mettere in piedi il progetto, che si svolgerà con diverse iniziative in tutta la regione.

I diritti disattesi della Costituzione: il progetto di Anpi

«Ogni giorno i diritti che la Costituzione indica come inalienabili (il diritto al lavoro, all’educazione, alla salute, al godimento di pari opportunità a prescindere dall’età, dalle preferenze sessuali, dalla razza, dalla cultura, dallo stato economico e sociale, dalla religione, al luogo di vita) sono costantemente lesi in modo più o meno consapevole nella vita di un numero sempre maggiore di italiani – si legge nel documento che lancia il progetto – Anche le decisioni che vengono assunte ai vari livelli delle nostre Istituzioni sembrano spesso allinearsi ai dettati costituzionali solamente sul piano formale, mentre su quello sostanziale pare altrettanto spesso possibile rendersi conto che o non vi è coerenza o, addirittura, vi è stravolgimento».

Un j’accuse forte quello lanciato da Anpi che, per il progetto, mobilita tutti i coordinamenti provinciali e le sezioni. E lo fa citando le parole di Carlo Smuraglia, presidente emerito dell’associazione: «La vera rivoluzione avverrà quando daremo piena applicazione della Costituzione».
Il progetto si propone di fare il punto sui principi contenuti nella nostra Costituzione non pienamente rispettati nel nostro Paese e sugli obiettivi concreti che, per sollecitare il massimo impegno a realizzarli, «ritengono di dovere proporre all’attenzione del pubblico i rappresentanti di coloro che con il loro sacrificio consentirono che essa fosse promulgata e che in Italia tornasse la libertà e la democrazia».

Ai nostri microfoni la presidente dell’Anpi di Bologna, Anna Cocchi, cita l’esempio del lavoro. «È il primo diritto sancito dalla Costituzione, ma c’è ancora tanto da lavorare – osserva Cocchi – È un diritto che sulla carta assicura il lavoro per tutti e una giusta remunerazione, ma credo che non si possa dire che è un diritto garantito, basti pensare alle differenze che ci sono nei confronti delle donne che, a parità di mansioni, percepiscono il 20% del salario in meno».
Sempre Cocchi spiega che ciascun coordinamento provinciale adotterà alcuni articoli della prima parte della Costituzione, quella dei principi fondamentali, e li declinerà con incontri che metterà in campo.

ASCOLTA L’INTERVISTA AD ANNA COCCHI:

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