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Giornata di lotta per i lavoratori della Titan, dopo la decisione della proprietà americana di chiudere lo stabilimento di Crespellano licenziando tutti i 186 dipendenti. Dopo un presidio davanti ai cancelli della fabbrica, durante il quale è stata ammainata la bandiera degli Stati Uniti, i lavoratori hanno raggiunto in corteo la sede di Unindustria.

“La multinazionale americana decide la chiusura e di licenziare tutti. Noi resisteremo un minuto più di voi”. Le parole che Michele Bulgarelli, funzionario Fiom, ha affidato a Facebook questa mattina, sintetizzano alla perfezione lo spirito con il quale i 186 lavoratori della Titan di Crespellano si oppongono alla chiusura dello stabilimento. La loro giornata di lotta è iniziata presto, con un presidio davanti ai cancelli della fabbrica di Valsamoggia che ha visto gli operai ammainare simbolicamente la bandiera degli Stati Uniti presente davanti agli uffici centrali.

Successivamente i lavoratori si sono spostati in pullman a Bologna, dove hanno sfilato in corteo fino alla sede di Unindustria per essere ricevuti dalla direttrice Ferrari. Un incontro giudicato positivo da Michele Bulgarelli, che spiega: “Abbiamo chiesto un impegno e un ruolo attivo a Confindustria rispetto a questa vicenda. Da un lato serve che anche Confindustria si impegni per mettere in campo tutte le iniziative per mantenere lo stabilimento di Crespellano, ma anche perché si faccia parte attiva per trovare un posto di lavoro per tutti i lavoratori che dovessero perderlo”.

Convocata per domani l’assemblea dei lavoratori in cui la Fiom discuterà la controproposta per il mantenimento e il rilancio del sito di Crespellano, mentre il tavolo di crisi regionale è convocato per il prossimo 31 ottobre. Nel frattempo alla Titan continua l’assemblea permanente dei lavoratori, che sabato raggiungeranno Roma per la manifestazione nazionale della Cgil e apriranno lo spazio della Fiom.