Oggi Greenpeace ha pubblicato il rapporto “I segreti del tonno. Cosa si nasconde in una scatoletta?”, che svela la poca trasparenza dell’industria del tonno in scatola.

I risultati del monitoraggio, condotto dopo l’estate in 173 punti vendita, sulle etichette di oltre 2000 scatolette dei marchi più diffusi in Italia, parlano chiaro: quando un consumatore acquista una scatoletta di tonno non sa davvero cosa compra. Le scarse informazioni riportate in etichetta, sottolinea Greenpeace, fanno pensare che il settore abbia molto da nascondere. Inoltre la pesca del tonno è decisamente eccessiva, indiscriminata e troppo spesso illegale, minacciando l’intero ecosistema marino. Cinque delle otto specie di tonno di interesse commerciale sono a rischio, compreso il tonno pinna gialla, il più consumato in Italia. Spesso nelle scatolette finisce tonno pescato con metodi distruttivi, come i palamiti e le reti a circuizione con “sistemi di aggregazione per pesci” (FAD), che causano ogni anno la morte di migliaia di esemplari giovani di tonno, squali, mante e tartarughe marine.

Qui sotto puoi ascoltare l’intervista a Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare di Greenpeace

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