A pochi giorni dall’incontro tra Monti e Hollande a Lione per parlare della struttura sono scattati arresti domiciliari, dei provvedimenti cautelari e degli obblighi di dimora (con divieto di permanenza  a Torino).

Le ragioni riguardano l’occupazione della Geovalsusa, una delle ditte implicate negli appalti del Tav, avvenuta in agosto a Torino.

17 persone in tutto , quasi tutti universitari Torinesi. 8 ai domiciliari con restrizioni gravi: divieto di visite, uso telefono e computer, per altri vi è l’obbligo di dimora (con il divieto di permanenza a Torino),  e per altri obblighi di firma.

Nel corso dell’operazione è avvenuta anche una perquisizione ad un NoTav Bruzolo. I capi d’imputazione sono violenza, minacce, resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento, accensione ed esplosione pericolose.

Tra gli obblighi di dimora figura Francesco Richetto del Comitato di Lotta Popolare di Bussoleno.

In contemporanea all’operazione della questura torinese con arresti e perquisizioni, a Chiomonte i carabinieri hanno posto i sigilli al presidio NoTav intimando ai presidianti di abbandonare la struttura.

Operai sono inoltre pronti a intervenire coperti dalle forze di polizia con l’evidente intento di bloccarli. L’inivito è a tutti di raggiungere Chiomonte dove l’operazione ordinata dalla magistratura è ancora in corso.
Intanto i presidianti di Chiomonte si sono radunati nella piazza del paese e successivamente hanno dato vita a un corte che ha occupato gli spazi del comune.

“Questa è una deriva autoritaria per consegnare il paese ai poteri forti. In val di Susa si ha la sensazione che la magistratura sia dalla parte dei poteri forti” ha affermato Alberto Perino dei NoTav.
Intanto a Torino continuano le mobilitazioni in solidarietà. L’appuntamento alle 18 in piazza Castello per dar vita a un presidio.

Seguiranno notizie ed aggiornamenti

Fonte NoTav.info

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