Che l’intelligenza artificiale (AI) avesse già sollevato gli appetiti per un uso politico fraudolento lo avevamo già raccontato attraverso due casi europei. In particolare, la tecnologia fu utilizzata per realizzare deepfake, cioè audio, video o immagini che ritraggono gli avversari mentre dicono o fanno cose sconvenienti, che suscitano indignazione nell’opinione pubblica, compromettendo quindi il consenso di quegli esponenti politici.
I modi in cui la realtà può essere manipolata sono però infiniti, come sono molteplici, di conseguenza, le possibilità di condizionare cittadini ed elettori, portandoli a credere cose che non sono mai avvenute. Tutto in chiave di propaganda politica.
Fdi e i disservizi a Bologna durante la nevicata dell’epifania: propaganda politica attraverso l’AI
Un piccolo caso, che è stato presto smascherato ma che può aver lasciato comunque strascichi, è avvenuto a Bologna in occasione della nevicata del 6 gennaio scorso. In seguito a quell’evento atmosferico, Fratelli d’Italia (Fdi), il partito della premier che sotto le Due Torri è all’opposizione, ha realizzato con l’AI un’immagine che ritraeva una strada cittadina con auto bloccate dalla neve.
Il testo apposto sull’immagine, poi divulgata attraverso i social network, parlava di disservizi e ritardi nell’entrata in azione dei mezzi spazzaneve, dipingendo uno scenario che però non corrispondeva alla realtà.
Ad essersi accorti del falso realizzato con l’AI sono stati anzitutto i cittadini, che sotto all’immagine postata da AI raccontavano un’esperienza diversa vissuta durante la nevicata. In particolare, le lame per rimuovere la neve dal manto stradale sono entrate presto in azione, nonostante le precipitazioni nevose fossero state esigue, e il Comune aveva disposto la salatura delle strade in via preventiva, già dalla serata precedente.
Il tentativo di Fdi era evidentemente quello di cavalcare e incrementare il malcontento della cittadinanza su un argomento piuttosto caldo in città negli ultimi mesi: la mobilità. A causa dei cantieri per la realizzazione delle linee del tram, ma anche in seguito all’introduzione di Città 30, il tema è stato agitato spesso a Bologna e le difficoltà negli spostamenti non sono mancate, indipendentemente dall’opinione delle persone su quelle misure.
A sbugiardare la destra, in seguito, sono state anche la stampa e la politica, in particolare i partiti della maggioranza di centrosinistra.
Sulla sua pagina personale, Marina D’Altri, co-presidente di Coalizione Civica, tra le altre cose ha commentato: «Ci sono o ci fanno? Certo, se è questa la strategia in vista delle amministrative del 2027, sono messi male».
D’Altri ha sottolineato anche come siano stati proprio i cittadini ad accorgersi del fake realizzato con l’AI e ad aver testimoniato che, durante e dopo la nevicata, hanno circolato senza problemi in città.
ASCOLTA L’INTERVISTA A MARINA D’ALTRI:
La campagna per un impegno contro i deepfake di Pagella Politica e Facta
L’uso dell’AI per realizzare deepfake ha scopo di propaganda politica è però assai più diffuso del caso bolognese. Secondo Pagella Politica e Facta, due testate italiane impegnate nel contrasto alla disinformazione, l’uso e la circolazione dei deepfake, il rischio è quello di compromettere la qualità della democrazia. Secondo l’esperienza maturata dalle due testate, negli ultimi mesi anche in Italia politici e media di area hanno contribuito alla circolazione di deepfake, spesso senza rendersene conto.
Per questo le due redazioni hanno promosso un “Impegno congiunto” contro l’uso dei deepfake per propaganda politica rivolto a tutte le forze parlamentari italiane.
Il documento si articola in tre punti essenziali: l’impegno a non creare né diffondere deepfake contro gli avversari politici; l’obbligo di riconoscere pubblicamente eventuali errori qualora tali contenuti vengano condivisi in buona fede; la necessità di informare e sensibilizzare iscritti e sostenitori sul fenomeno.
L’iniziativa ha raccolto l’adesione di tutte le forze politiche italiane, con la sola eccezione della Lega guidata da Matteo Salvini.
«Siamo contenti che in modo bipartisan, da destra a sinistra e al centro, le forze politiche grandi e piccole abbiamo condiviso e firmato l’impegno – osserva ai nostri microfoni Tommaso Canetta – Anche se in Italia per fortuna il fenomeno dei deepfake non è ancora molto diffuso, abbiamo visto l’aumento in altri Paesi».
Canetta sottolinea che l’impegno chiesto ai partiti riguarda «la punta di un iceberg», cioè il caso in cui un politico crei o diffonda deepfake. Ma quell’iceberg ha una base molto più grande, fatta di singoli cittadini o gruppi che possono utilizzare in modo fraudolento l’AI e, ancora di più, persone che possano cadere nel tranello di strumenti sempre più sofisticati e realistici.
«In alcuni Paesi la cosiddetta “media literacy” viene insegnata già alle elementari – osserva il giornalista – ma bisogna assolutamente che le persone di tutte le fasce d’età vengano sensibilizzate ed educate su questi problemi».
ASCOLTA L’INTERVISTA A TOMMASO CANETTA:






