È morto all’età di 78 anni in seguito a una lunga malattia Stefano Benni, scrittore e drammaturgo dalla straordinaria capacità di creare immaginari. Tra i suoi libri più famosi troviamo “Bar Sport”, “Elianto”, “La compagnia dei Celestini” e “Margherita Dolcevita”. La sua cifra stilistica, tra ironia e umorismo tagliente, era capace di analizzare il presente attraverso mondi fantastici.
Benni è nato a Bologna il 12 agosto 1947, dove è vissuto a lungo prima di abbandonare la città per trasferirsi a Genova, per poi tornare nel passato recente.

Stefano Benni, un autore poliedrico e fantastico: il ricordo dell’Itc Teatro

Ai nostri microfoni Nicola Bonazzi del Teatro dell’Argine, compagnia che anima l’Itc Teatro di San Lazzaro, ricorda la poliedricità di Benni, che non ha scritto solo narrativa, ma anche per il teatro e per il cinema. Varietà che lo ha portato anche ad essere noto ad un pubblico ampio, non solo italiano. «Aveva un suo seguito anche in Francia – ricorda Bonazzi – anche per via dell’amicizia con Daniel Pennac».
In particolare, Benni ha calcato in più occasioni il palco dell’Itc Teatro, in particolare durante le rassegne curate da un altro scrittore, Stefano Tassinari, anch’egli scomparso.

Un aspetto che Bonazzi sottolinea di Benni è la capacità di lavorare con l’immaginario, colmando anche quello che è generalmente un vuoto della letteratura italiana, poco avvezza al fantastico.
Nello specifico, Benni è passato da un racconto umoristico dei “tipi di bar” della Bologna di fine anni ’70, ricostruendo un immaginario di cui l’immagine più famosa e forse iconica è la “Luisona”, la brioche abbandonata nelle vetrine dei bar, fino a toccare la fantascienza in romanzi come “Elianto”.

ASCOLTA IL RICORDO DI NICOLA BONAZZI: