Un viaggio tra teatro, cinema e riflessione pubblica per interrogare due figure centrali della storia italiana del Novecento: Pier Paolo Pasolini e Aldo Moro. Si intitola “Attraversando quei corpi: Moro e Pasolini, i fantasmi della nostra Storia” il progetto speciale ideato e curato da Fabrizio Gifuni, che si svolgerà tra Bologna e Modena dal 30 marzo al 10 maggio.
L’iniziativa è realizzata da Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale e Fondazione Cineteca di Bologna – Cinema Modernissimo, in collaborazione con la Sala Truffaut di Modena, e propone un percorso che intreccia linguaggi e prospettive per rileggere vent’anni cruciali della storia italiana, dalla strage di Piazza Fontana del 1969 al crollo del Muro di Berlino nel 1989.
I corpi di Moro e Pasolini in un percorso fra cinema e teatro
Il progetto mette in dialogo il linguaggio teatrale con quello cinematografico, attraverso due spettacoli, dodici film e otto incontri con registi, storici, scrittori e testimoni dell’epoca. Al centro ci sono due lavori teatrali che da anni occupano una posizione fondamentale nel percorso artistico di Gifuni:
Il male dei ricci. Ragazzi di vita e altre visioni, dedicato all’opera e alla figura di Pasolini, e Con il vostro irridente silenzio. Studio sulle lettere dalla prigionia e sul memoriale di Aldo Moro.
Gli spettacoli andranno in scena al Teatro Storchi di Modena dal 15 al 19 aprile e successivamente al Teatro Arena del Sole di Bologna dal 6 al 10 maggio.
«I corpi insepolti di Pier Paolo Pasolini e Aldo Moro occupano da circa mezzo secolo il palcoscenico della nostra storia di ombre», scrive Gifuni nel testo che accompagna il progetto. «Corpi fantasmatici, politici, poetici, capaci ancora oggi di interrogarci».
Per l’attore e regista, le vicende dei due protagonisti segnano una linea di confine nella storia del Paese: un prima e un dopo che continua a influenzare il presente. Attraversare quelle figure significa dunque interrogare la memoria collettiva e il modo in cui la società italiana ha rimosso o rielaborato i conflitti di quegli anni.
Secondo Gifuni, teatro e cinema possono ancora essere luoghi di resistenza culturale, capaci di riportare alla luce «ombre e fantasmi della nostra storia» e contrastare quella perdita di memoria che appiattisce tutto in un eterno presente.
Il progetto prende il via lunedì 30 marzo al Cinema Modernissimo di Bologna con l’incontro ’70/’80, l’Italia cambia volto, che vedrà dialogare Gifuni con il giornalista Enrico Deaglio, seguito dalla proiezione del documentario 12 dicembre (1972) di Pier Paolo Pasolini e Giovanni Bonfanti.
Il giorno successivo, 31 marzo, sarà la volta dell’incontro Trame atlantiche, eversione nera e Loggia P2 con lo storico Miguel Gotor, accompagnato dalla proiezione del film Romanzo di una strage (2012) di Marco Tullio Giordana.
Il 1° aprile il calendario si divide tra le due città: al Modernissimo verrà proiettato Caro papà (1979) di Dino Risi, mentre alla Sala Truffaut di Modena sarà presentato il film Il tempo che ci vuole (2024) di Francesca Comencini, seguito da un incontro con la regista e Gifuni dedicato al rapporto tra generazioni negli anni Settanta e Ottanta.
Il 2 aprile sarà invece dedicato al cinema di Gianni Amelio, con la proiezione di Colpire al cuore (1982).
Dopo la prima fase cinematografica, il progetto si sposterà in teatro. Al Teatro Storchi di Modena andranno in scena dal 15 al 17 aprile Il male dei ricci. Ragazzi di vita e altre visioni, mentre il 18 e 19 aprile sarà la volta di Con il vostro irridente silenzio, dedicato alla prigionia di Moro.
Il percorso riprenderà poi al Cinema Modernissimo con una nuova serie di proiezioni e incontri dedicati ai nodi irrisolti della storia italiana: dal terrorismo politico alle stragi, fino alle vicende che hanno segnato la memoria collettiva del Paese.
Tra gli appuntamenti principali, il 27 aprile l’incontro Il Memoriale di Aldo Moro, il grande rimosso con Miguel Gotor e Marco Damilano, seguito dal film Todo modo (1976) di Elio Petri. Il 28 aprile sarà invece dedicato alla strage di Bologna, con l’intervento della scrittrice Benedetta Tobagi e dell’avvocato Andrea Speranzoni, accompagnato dal documentario Un solo errore. Bologna 2 agosto 1980 (2012) di Matteo Pasi.
Il 29 aprile si parlerà dell’omicidio di Pasolini con l’incontro La lunga notte dell’idroscalo, seguito dal documentario Pasolini, prossimo nostro (2006) di Giuseppe Bertolucci. Il ciclo cinematografico si chiuderà il 30 aprile con una maratona di Esterno notte (2022) di Marco Bellocchio, dedicato al sequestro Moro.
L’ultima tappa del progetto sarà al Teatro Arena del Sole di Bologna, dove dal 6 all’8 maggio tornerà in scena Il male dei ricci, mentre il 9 e 10 maggio sarà presentato Con il vostro irridente silenzio.
ASCOLTA L’INTERVISTA A FABRIZIO GIFUNI:







