Sono una sessantina le realtà, tra associazioni, collettivi, sindacali e partiti politici, che sabato prossimo, 14 marzo, si daranno appuntamento alle 15.30 in piazza XX settembre per la manifestazione regionale “No al governo Meloni in tutti i modi possibili”. Una mobilitazione che riprende un percorso che qualche settimana fa ha visto a Bologna un’assemblea nazionale con centinaia di persone per unire le forze ed battersi «contro i re e le loro guerre».

Le ragione della manifestazione “No al governo Meloni”

La tappa emiliano-romagnola anticipa quella che sarà la manifestazione nazionale del 28 marzo a Roma, che reca le stesse parole d’ordine e gli stessi slogan.
L’elenco dei “NO” alle politiche del governo Meloni, sintetizzati ai nostri microfoni da Maddalena Scotti e Martina Solidoro dei Municipi Sociali, è molto lungo e parte dai decreti sicurezza con la repressione, anche preventiva del dissenso. Il “no” però è anche quello all’attacco alla magistratura che, per gli organizzatori, la destra vuole compiere con la riforma della giustizia per cui si voterà al referendum del 22 e 23 marzo.

L’opposizione, poi, è rivolta anche all’apertura di un Cpr in Emilia-Romagna, cavalcata dal governo Meloni dopo l’apertura del presidente della Regione Michele de Pascale. Ma ci si oppone anche alla guerra, al carovita che da esso dipende, all’aumento delle spese militari, e all’attacco al mondo della cultura. Un “no” netto è anche quello che riguarda la scuola, con i tentativi di schedare gli insegnanti di sinistra, e la sanità, con l’inchiesta di Ravenna ai medici che hanno rilasciato certificati di inidoneità al trattenimento di alcuni migranti nei centri di detenzione amministrativa.

ASCOLTA L’INTERVISTA A MADDALENA SCOTTI E MARTINA SOLIDORO: