L’assemblea dei soci di Hoepli S.p.A. ha deliberato lo scioglimento volontario della società e la sua messa in liquidazione, accogliendo la proposta del consiglio di amministrazione. La decisione, spiegano dall’azienda, arriva dopo «una sofferta e approfondita riflessione sulla situazione complessiva della società».
In particolare, lo scenario che si prospetta è quello di uno “spezzatino”, poiché Hoepli è sia una casa editrice, con una particolare e riconosciuto catalogo scolastico, sia una libreria storica in centro a Milano, punto di riferimento culturale nel capoluogo lombardo.

La liquidazione di Hoepli e gli scenari aperti

Tra i fattori che hanno pesato sulla scelta ci sono i risultati economici negativi degli ultimi esercizi, legati anche all’andamento previsto del mercato editoriale e librario, oltre a un gravoso conflitto endosocietario tra i soci.
L’assemblea ha inoltre affidato la gestione della procedura di liquidazione all’avvocata Laura Limido, con l’obiettivo dichiarato di garantire una conduzione «imparziale ed efficiente», nel rispetto dei diritti dei creditori, dei dipendenti e di tutti i soggetti coinvolti.

Con la decisione dell’assemblea si apre dunque la procedura che porterà alla chiusura dell’attività della storica società editoriale milanese, da oltre un secolo punto di riferimento per il mondo dei libri e dell’editoria.
Nel comunicato diffuso dopo la riunione, la società sottolinea che la liquidazione volontaria è stata ritenuta «l’unica soluzione giuridicamente appropriata per evitare la dispersione del patrimonio aziendale e assicurarne, per quanto possibile, la migliore salvaguardia».
La società spiega anche il motivo del riserbo mantenuto nelle ultime settimane, nonostante l’attenzione mediatica crescente sulle vicende interne e occupazionali. Il silenzio, si legge, sarebbe stato necessario per non anticipare informazioni rilevanti prima delle decisioni formali degli organi societari.

La decisione dell’assemblea non è però condivisa da tutti i soci. Giovanni Nava, titolare di circa un terzo delle quote della società, ha annunciato che non intende accettare la liquidazione.
«Continuerò la battaglia in tutte le sedi e con ogni mezzo messo a disposizione dalla legge – ha dichiarato – per cercare di salvaguardare l’attività della casa editrice e della libreria, che rappresentano un pezzo della storia d’Italia ancora oggi viva e produttiva grazie all’impegno dei 90 lavoratori e lavoratrici di Hoepli».

Contraria alla liquidazione anche la Cgil, che ha annunciato un flash mob sabato 14 marzo alle 11.00 davanti alla storica libreria Hoepli di Milano.
Secondo il sindacato, la scelta rappresenta «non solo una resa imprenditoriale», ma anche una decisione che rischia di mettere in secondo piano il futuro dell’azienda, dei suoi 89 dipendenti, di cui 50 nella libreria, considerata uno dei più noti presidi culturali indipendenti della città.
Ai nostri microfoni Paolo Zanetti Polzi, segretario della Slc-Cgil, si augura che la liquidazione deliberata non rappresenti la fine della storia.

Nel pomeriggio il sindacato incontrerà la liquidatrice nominata e solo allora si capiranno meglio le intenzioni e le scelte. Nelle ultime settimane, infatti, si è vociferato anche di possibili soggetti interessati a rilevare alcuni rami d’azienda.
L’anello debole della vicenda, però, sembra essere proprio la libreria. «I librai non sono semplici commessi – sottolinea il sindacalista – ma hanno un patrimonio di competenze che non può essere disperso. La nostra priorità è quella della tenuta occupazionale, della ricerca di soluzioni anzitutto occupazionali».

ASCOLTA L’INTERVISTA A PAOLO ZANETTI POLZI: