Il Senato ha approvato il 4 marzo scorso il disegno di legge 1004, intitolato “Disposizioni per il contrasto all’antisemitismo e per l’adozione della definizione operativa di antisemitismo”. Il provvedimento, sostenuto da esponenti della maggioranza e da alcuni parlamentari delle opposizioni, in particolare la corrente riformista del Pd, dovrà ora essere esaminato dalla Camera dei Deputati.
Il testo nasce dall’unificazione di sette proposte presentate da diversi senatori, tra cui Massimiliano Romeo, Ivan Scalfarotto, Maurizio Gasparri, Maria Stella Gelmini, Lucio Malan, Andrea Giorgis e Graziano Delrio.
Cosa prevede il ddl Antisemitismo
Il ddl stabilisce che la Repubblica italiana, in attuazione dell’articolo 3 della Costituzione, ripudia ogni forma di antisemitismo e promuove iniziative per contrastarne la diffusione.
Il provvedimento introduce inoltre nel quadro normativo italiano la definizione di antisemitismo adottata nel 2016 dall’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA). Secondo tale definizione, l’antisemitismo consiste in una percezione degli ebrei che può manifestarsi come odio o discriminazione nei confronti di persone ebree, delle loro istituzioni o dei luoghi di culto.
Il testo approvato al Senato precisa comunque che restano garantite la libertà di critica politica, la libertà di espressione e il diritto di riunione e associazione, nel rispetto dei principi costituzionali. Tuttavia questa definizione è stata utilizzata già in alcuni Paesi del mondo proprio per reprimere le critiche al governo di Israele.
Secondo alcune organizzazioni per i diritti umani, tra cui Amnesty International, l’utilizzo della definizione in ambito legislativo potrebbe comportare il rischio di limitazioni alla libertà di espressione, in particolare quando riguarda il dibattito sul conflitto israelo-palestinese.
Gli stessi estensori della definizione IHRA hanno in passato sottolineato che le critiche rivolte allo Stato di Israele analoghe a quelle rivolte a qualsiasi altro Paese non dovrebbero essere considerate antisemite. Nel dossier di accompagnamento al ddl elaborato dal Senato si evidenzia però anche come alcune forme di antisemitismo contemporaneo possano manifestarsi attraverso posizioni anti-israeliane che superano i limiti della critica politica, aprendo così un dibattito su chi e con quali criteri possa stabilire tale limite.
La questione non è solo italiana. L’utilizzo strumentale della definizione di “antisemitismo” dell’IHRA è stata al centro del dibattito internazionale ed è per questo che, nel 2021, è stata formulato una nuova definizione, in particolare la Dichiarazione di Gerusalemme sull’Antisemitismo (JDA), pensata per identificare e combattere l’antisemitismo, distinguendolo dalla critica legittima a Israele o al sionismo.
Diversi esponenti del mondo accademico e culturale hanno espresso perplessità sul disegno di legge italiano. Tra questi lo scrittore e attore Moni Ovadia, mentre alcune università e associazioni hanno sollevato dubbi sul possibile impatto del provvedimento sulla libertà di ricerca e di discussione pubblica.
Secondo queste posizioni critiche, la normativa potrebbe creare ambiguità tra la lotta all’antisemitismo – largamente condivisa – e il diritto di criticare le politiche del governo israeliano.
Per il giornalista di origine ebraica Gad Lerner, inoltre, una legge speciale a tutela esclusivo degli ebrei potrebbe addirittura fomentare il pregiudizio antisemita.
Ai nostri microfoni, lo storico Eric Gobetti critica il ddl e altri provvedimenti analoghi. «Io sono contrario per principio a tutte le leggi contro la libertà di opinione e di espressione del pensiero, quindi teoricamente anche le leggi che condannano il fascismo o il negazionismo della Shoah – afferma Gobetti – Le trovo pericolose proprio per la democrazia. Questa legge in particolare è veramente gravissima, perché prevede l’impossibilità di giudicare e criticare un governo che è esplicitamente criminale, che abbiamo visto per mesi commettere crimini di guerra».
Per lo storico quello che si sta operando è «un paradosso» e «un capovolgimento della realtà», in linea con la distopia disegnata da George Orwell nel romanzo “1984”. «Siamo veramente alla “neolingua” per cui chiamiamo sicurezza un decreto che in realtà crea insicurezza perché permette alle forze dell’ordine di permettere qualunque abuso senza essere punite, chiamiamo antisemitismo un ddl che crea antisemitismo, perché impedisce di criticare un governo che è conto gli ebrei, perché li mette in pericolo».
ASCOLTA L’INTERVISTA A ERIC GOBETTI:
Il rischio di repressione per le lotte antisioniste nonviolente
Uno dei primi atti di Zohran Mamdani, sindaco di New York, è stato la revoca delle direttive che impedivano alle agenzie cittadine di partecipare a boicottaggi o iniziative di disinvestimento contro Israele e l’adozione formale della definizione operativa di antisemitismo dell’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA).
Mamdani ha pubblicamente difeso il diritto di boicottare Israele come forma legittima e non violenta di espressione politica, distinguendo tra la lotta all’antisemitismo come forma di razzismo e l’opposizione all’uso delle politiche governative per confondere la critica a Israele con l’odio per gli ebrei.
È proprio questo il rischio che una legge contro l’antisemitismo basata sulla dichiarazione dell’IHRA può generare, cioè censurare e reprimere ogni iniziativa nonviolenta che condanni la violazione dei diritti umani e il mancato rispetto del diritto internazionale da parte di Israele.
Una delle conseguenze del ddl Antisemitismo potrebbe colpire di chi fa del boicottaggio uno strumento, come la campagna internazionale BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni). Facendo leva su pratiche nonviolente dal basso, la campagna punta ad indebolire l’economia israeliana che viola il diritto internazionale.
Proprio il BDS affronterà il tema del ddl italiano durante un convegno che si svolgerà a Bologna il 25 marzo, all’interno dell’Israeli Apartheid Week. A intervenire sarà Amedeo Rossi, autore del libro “Antisemitismo e antisionismo: usi e abusi”, accompagnato dall’avvocato Fausto Gianelli.
Anche il giudizio di BDS sul ddl Antisemitismo è negativo, ha sottolineato ai nostri microfoni Raffaele Spiga, esponente della campagna. Anzi, le ultime modifiche, che formalmente allentano le sanzioni rispetto al testo originario, rischiano di creare una situazione in cui «la toppa è peggio del buco».
ASCOLTA L’INTERVISTA A RAFFAELE SPIGA:







