Dal 7 al 21 marzo sarà possibile visitare, alla Fabbrica del vapore a Milano, il Museo del patriarcato (MUPA), un’iniziativa di ActionAid nata per «interrogarci sul ruolo che giochiamo nel mantenere, trasformare o sfidare le strutture di potere che ci circondano». Si tratta di una mostra che «mette in scena il presente come se fosse un’epoca lontana», esponendo le varie manifestazioni del patriarcato attraverso opere d’arte, reperti e testimonianze. L’obiettivo è quello di spingere lo spettatore ad osservare criticamente «i comportamenti, le abitudini e le narrazioni che ancora oggi alimentano la violenza maschile sulle donne».

A Milano arriva il Museo del Patriarcato

La prima edizione del MUPA si è tenuta lo scorso novembre a Roma, e dato il successo dell’iniziativa ActionAid ha ricevuto diverse richieste di replicarla da parte di altri comuni. L’esposizione di Roma era stata concepita come parte della campagna che l’Ong organizza ogni novembre, associata alla pubblicazione del report annuale sulla violenza maschile sulle donne. 

Come ha raccontato ai nostri microfoni Isabella Orfano, Women’s Rights Expert presso ActionAid Italia, le opere e i contributi che sarà possibile visitare sono stati creati appositamente per l’occasione, e ciascuno si concentra su uno dei temi trattati nel report. «Siamo partiti dall’analisi di una serie di ambiti per verificare le percezioni della popolazione italiana, alla base della creazione di norme di genere e stereotipi che possono legittimare e produrre la violenza maschile negli spazi pubblici, nell’ambito dei trasporti, nel digitale. E visto che siamo in periodo di Olimpiadi, stavolta abbiamo aggiunto un focus anche sullo sport». L’idea è quella di offrire un’esperienza immersiva, consentendo ai visitatori di proiettarsi in un futuro – nello specifico, l’anno 2148, quello in cui dovrebbe realizzarsi l’uguaglianza di genere in Europa secondo il World Economic Forum – in cui il patriarcato non è altro che un fenomeno del passato. Da qui la necessità di esporre le testimonianze della società patriarcale – che in realtà appartengono al nostro presente – in un museo.

In questa nuova edizione, rispetto a quella precedente svoltasi a Roma, sarà possibile vedere più opere – 27 in totale – oltre che partecipare a una serie di talk, workshop e anche ad un podcast live. Tutti gli eventi, così come l’ingresso alla mostra, sono ad accesso gratuito previa prenotazione (alcuni degli eventi in programma sono già sold out). 

Come parte della campagna di comunicazione di quest’anno, ActionAid ha realizzato un video per i social che racchiude una serie di momenti particolarmente sessisti e degradanti nei confronti delle donne tratti dai social, dalla tv e dalla radio. Tra gli altri, troviamo una clip del programma radiofonico La Zanzara, nella quale il conduttore Giuseppe Cruciani si esprime proprio in merito all’inutilità, secondo la sua prospettiva, del Museo per il patriarcato realizzato a Roma.

«Nel momento in cui si attacca un’iniziativa di questo genere si dimostra quanto sia necessaria – ha commentato Orfano – I dati dimostrano che la posizione dell’Italia rispetto all’uguaglianza di genere è ben sotto la media». Nell’indice di uguaglianza di genere dell’Unione Europea, in particolare, si colloca dopo la seconda metà, mentre nei primi posti troviamo, oltre ai consueti Paesi scandinavi, anche la Spagna (al quarto posto). «Questo ci dà speranza – ha concluso Orfano – che anche in un Paese con una cultura molto simile alla nostra, con politiche di senso e finanziamenti certi, si possa produrre cambiamento». In presenza di valori più alti dell’indice di uguaglianza di genere, infatti, è dimostrato che anche il tasso di violenza maschile sia inferiore. ActionAid, in particolare, si batte per l’implementazione nel nostro Paese delle politiche di prevenzione primaria della violenza di genere, ovvero quelle politiche volte a fare in modo che la violenza non avvenga affatto.

ASCOLTA L’INTERVISTA A ISABELLA ORFANO: