Siamo sotto shock da ieri pomeriggio, quando abbiamo ricevuto un messaggio di una giornalista che ci ha informati della scomparsa in un incidente stradale di Andrea “Bole” Bolelli, redattore di “If the kids are united” in onda sulle nostre frequenze il sabato pomeriggio.
Andrea aveva 39 anni ed è morto sul lavoro, quando il furgone guidato da un collega durante una consegna ha tamponato un camion sull’A13, tra Altedo e Bologna Interporto.
Una morte assurda, come non dovrebbero mai essercene. Eppure è accaduto e non ce ne capacitiamo.
La scomparsa di un compagno, Bole
Bole non era solo un redattore di Radio Città Fujiko. La trasmissione radiofonica era solo un tassello di una passione gigante per la musica, in particolare la musica punk e la musica rock.
Oltre a condurre “If the kids are united”, Bole è stato uno dei fondatori di Bologna City Rockers, una crew che ha organizzato decine e decine di concerti, in particolare della scena underground di punk, oi! e non solo.
Ma è stato anche un compagno, che abbiamo visto in tantissime manifestazioni e che bazzicava assiduamente al Barnaut. Insomma, uno di noi.
Un piccolo aneddoto che ci fa piacere ricordare è che il nostro vicepresidente, Andrea Gozza, che appartiene a un paio di generazioni precedenti e di musica rock ne ha sentita parecchia, ascoltava “If the kids are united” proprio perché le monografie curate da Bole su gruppi storici, concerti o album erano accuratissime.
Insomma, Bole ne sapeva tantissimo di musica, i suoi interventi erano interessantissimi e hanno dato un grosso contributo alla diffusione della controcultura musicale.
Una controcultura per cui musica e politica viaggiano intrecciate. Lo stesso pezzo che dà il titolo alla trasmissione radiofonica, degli Sham 69, è una specie di inno proletario, che invita i ragazzi a stare insieme, perché così non saranno mai divisi.
Il ritornello recita proprio “If the kids are united, they will never be divided”.
Questa è l’unica strategia che abbiamo per affrontare la scomparsa di Bole: tenerci stretti, stare uniti per non essere mai divisi.
Con ogni probabilità l’ultimo saluto a Bole sarà sabato prossimo, poi viaggerà verso Lecce, dove era nato.
Appena si allenterà un po’ questa morsa che ci stringe il cuore faremo qualcosa anche qui in radio. Per ora lasciateci il tempo di riprenderci.







