Il Collettivo di fabbrica della ex Gkn di Campi Bisenzio rilancia la propria vertenza e ha lanciato una nuova campagna di raccolta fondi per sostenere il progetto di reindustrializzazione dello stabilimento fiorentino. L’obiettivo è raccogliere due milioni di euro attraverso la piattaforma Produzioni dal Basso, da aggiungere alle risorse già raccolte o in via di acquisizione, per avviare almeno una parte del piano industriale promosso dalla cooperativa Gff e contrastare una fase di stallo che rischia di compromettere l’intero percorso.
Lo stallo nella reindustrializzazione dell’ex Gkn: un crowdfunding per sbloccare la situazione
La decisione arriva dopo mesi di attesa e incertezza, segnati dall’assenza di risposte politiche concrete e dalle perplessità espresse da alcuni soggetti coinvolti nel progetto. Una situazione che il Collettivo considera pericolosa, perché logora la resistenza dei lavoratori senza lavoro e rischia di spegnere il sostegno di una cittadinanza che da oltre quattro anni accompagna la lotta degli operai. «Proveremo ad avviare la cooperativa costi quel che costi – spiega Dario Salvetti, portavoce del Collettivo – anche solo per alcuni pezzi del piano di reindustrializzazione. Non vogliamo che una lotta come la nostra si concluda con un nulla di fatto».
Il destino dello stabilimento di Campi Bisenzio, sotto presidio operaio dal luglio 2021, resta infatti irrisolto. Il nodo politico non è stato sciolto né dalla nuova giunta regionale né dalle forze di maggioranza in Consiglio, mentre il Consorzio industriale per la piana fiorentina – ente pubblico creato per dichiarare l’interesse pubblico dell’area e trattarne affitto, acquisto o esproprio – è di fatto inattivo. Un immobilismo che il Collettivo denuncia come una delle principali responsabilità del blocco attuale.
Con la nuova campagna di crowdfunding, gli operai puntano ad aumentare il livello di autofinanziamento e si dicono pronti, se necessario, a realizzare parti del progetto anche al di fuori dello stabilimento originario. La raccolta fondi si affianca alle precedenti manifestazioni di interesse già espresse da oltre 1.300 soggetti, in gran parte convogliate sulla piattaforma Ener2Crowd. In questo caso, le donazioni saranno raccolte da Arci nazionale, destinata a diventare un “azionista popolare collettivo” della cooperativa.
Il nuovo crowdfunding è comunicativamente impostato su due delle battaglie del presente. Da un lato il “no” al riarmo e alla conversione bellica dell’industria italiana, mira delle istituzioni europee additata come una delle cause che ostacolano la riconversione dal basso ed ecologica dello stabilimento di Campi Bisenzio.
Dall’altro lato si evoca il “metodo flotilla”, con riferimento alla Global Sumud Flotilla che ha tentato di portare aiuti umanitari a Gaza. L’analogia starebbe nella decisione di organizzarsi dal basso senza chiedere permesso alle istituzioni per praticare solidarietà.
A sostenere pubblicamente la campagna sono diversi volti noti: da Zerocalcare a Tomaso Montanari, da Bebo Guidetti de Lo Stato Sociale a Greta Thunberg. In un video diffuso dal Collettivo, l’attivista svedese ribadisce che la giustizia climatica è inseparabile dalla giustizia sociale e dal protagonismo dei lavoratori nella riconversione ecologica dell’industria. Intanto resta aperta anche la partita giudiziaria sul concordato preventivo di Qf Spa, proprietaria dello stabilimento: una decisione tra concordato e fallimento è attesa nei prossimi mesi e potrebbe segnare un passaggio decisivo per il futuro della vertenza.
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