Dopo le “letture per l’ambiente” dell’8 dicembre, i cittadini e le cittadine del Pilastro che si oppongono al progetto urbanistico del Muba, il museo dei bambini e delle bambine (che si chiamerà “Futura”) nel parco Mitilini Stefanini Moneta si sono dati appuntamento domani pomeriggio alle 18.00 al centro commerciale di via Pirandello. Là domani il Comune di Bologna presenterà «per la prima volta» il progetto alla cittadinanza, sottolinea ai nostri microfoni Laura Pasotti, che abita di fronte al parco. «Andremo ad ascoltare, ma anche a far sentire la nostra voce», aggiunge.
I cittadini contrari al consumo di suolo per il Muba faranno sentire la propria voce
La costruzione del museo rischia di essere un nuovo fronte che l’Amministrazione comunale dovrà fronteggiare in città, una nuova vertenza nel quartiere San Donato dopo la battaglia attorno al parco Don Bosco e alle scuole Besta.
Ancora una volta, al centro della contrarietà al progetto c’è il consumo di suolo e il taglio di alberi. «Da cittadina non sono contrario a spazi ed attività per bambini – sottolinea Pasotti – ma non capisco perché per farlo si deve cementificare un parco molto utilizzato da tante persone diverse quando in città ci sono tanti spazi vuoti che potevano essere recuperati». Una porzione di parco, tra l’altro, è già stata occupata dalla nuova caserma dei carabinieri, occupata di recente.
Alle proteste dei cittadini, che oltre al consumo di suolo lamentano di non essere stati informati e men che meno coinvolti, si sono aggiunte quelle dell’architetto Andrea Cavarocchi che ha partecipato al bando comunale con un progetto e ha lamentato che il consumo di suolo zero, uno dei punti del bando stesso, non viene rispettato dal progetto vincitore, che prevederebbe invece 1300 metri quadri di suolo verde cementificato.
«Leggendo il bando – aggiunge Pasotti – sembrava che il museo dovesse essere realizzato nel suolo già cementato tra i due edifici già esistenti, tra cui la Biblioteca Spina. Invece pare che l’edificio di tre piani sorgerà di fronte».
Venerdì scorso l’assessore comunale Daniele Ara ha difeso il progetto e sottolineato che ci saranno delle compensazioni per il verde sacrificato. Un copione già visto, quello delle compensazioni, che finora non è servito a fermare le proteste dei cittadini.
«Si vanno a tagliare quattro platani dai tronchi giganteschi per sostituirli con alberelli, che in tema di ombra o di assorbimento di CO2 sicuramente hanno delle capacità diverse», sottolinea Pasotti.
Ecco perché, anche se non si è ancora formalmente costituito un comitato, i cittadini e le cittadine che risiedono e usufruiscono del parco hanno deciso di partecipare alla presentazione del progetto di domani pomeriggio. Per organizzarsi hanno stampato e distribuito volantini e usato il passaparola.
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