Partirà alle 17.00 da piazza della Resistenza e, dopo aver toccato alcuni luoghi simbolo della resistenza ravennate, si concluderà in piazza del Popolo la fiaccolata antifascista e democratica lanciata a Ravenna dall’Amministrazione comunale e dall’Anpi.
Nell’81° anniversario della Liberazione della città romagnola dal nazifascismo, avvenuta il 4 dicembre 1944, le realtà antifasciste della città daranno così una risposta al corteo del Comitato Remigrazione e Riconquista che si è tenuto lo scorso 22 novembre.
Una fiaccolata antifascista: così Ravenna risponde all’estrema destra della “remigrazione”
«Dietro a quel comitato si nascondevano organizzazioni neofasciste, tra cui CasaPound – sottolinea ai nostri microfoni – Renzo Savini, presidente dell’Anpi di Ravenna – Noi vogliamo dare una risposta larga, unitaria e civile a quell’atto fascista».
All’appello lanciato dal sindaco Alessandro Barattoni e all’Anpi per una «fiaccolata aperta a tutte e tutti coloro che si riconoscono nella Ravenna antifascista, città Medaglia d’oro al Valore Militare per la Resistenza» hanno già risposto molte realtà, dalla Cgil, all’Arci, passando per Sinistra Italiana e altre organizzazioni cittadine.
«Quelle organizzazioni di estrema destra si nascondono dentro realtà con una parvenza di legalità – continua Savini – e ciò che fanno è cavalcare la paura, in particolare sul tema della sicurezza».
Il presidente dell’Anpi di Ravenna ricostruisce il dibattito sulla situazione del parco pubblico vicino alla stazione, dove si registrano fenomeni di spaccio. «Addirittura qualcuno ha proposto di mandare l’esercito, cosa che la maggioranza ha respinto in Consiglio comunale», osserva il referente dell’associazione di partigiani. È proprio attraverso la strumentalizzazione del tema della sicurezza, quindi, che i neofascisti cercano di allargare il loro consenso.
ASCOLTA L’INTERVISTA A RENZO SAVINI:







