Oggi vi parliamo di un’artista, l’ennesimo su Radio Città Fujiko: letteralmente L’ennesimo, perché è questo il nome d’arte di Paolo Pasqua, venticinquenne di Cosenza, fresco fresco di uscita di un nuovo disco, il secondo, che si intitola “Tratto da una storia vera“.
Le sonorità di questo cantautore sono le più varie, poiché si va dall’Indie pop, alla trap, dall’elettronica al lo-fi. Questo miscuglio di stili e di generi musicali lo si deve al concetto che sta dietro al nome, ossia la necessità di non rimanere un nessuno, catechizzarsi facendo l’ennesimo prodotto, in un mondo dove, con un semplice click, si può costruire qualcosa di farlocco e insincero.

Tratto dalla storia vera di tutti, il nuovo disco di Paolo Pasqua

L’anima della sua opera, come lui stesso rivela alla nostra radio, è prettamente punk, non solo nel senso della scrittura delle parole e della musica ma anche come produzione, pubblicazione e fruizione: tutto viene creato molto per gioco, spesso a casa di amici con registrazioni improvvisate, con solo la voce e la chitarra, talvolta accompagnato da band metal che creano delle incredibili dissonanze e, solo in seguito per dovere di completezza, portate in uno studio.

Senape“, il primo EP dell’ennesimo, ha un concetto semplicissimo dietro: un fonico che si ritrova troppo materiale tra le mani e dice al cantautore «è come se ci fosse troppa senape in un panino». A Paolo questa idea piaceva tantissimo, ed essendo un amante della salsa ha deciso di dare questa caratteristica al suo disco.

In “Tratto da una storia vera” troviamo invece una visione molto più intima della canzone, un po’ per i posti in cui era stato scritto − la produzione va dall’Irlanda, a Consenza fino a Roma, dove vive ora − un po’ per la mancanza di una prospettiva, poiché non sapeva come farne fruire al pubblico, e dove dovevano essere eseguiti i pezzi. Alla fine la scelta è ricaduta su una distribuzione via internet, sempre un po’ in direzione contraria rispetto all’artista medio, che preferisce avere il riscontro live del pubblico, mentre lui si accontenta di farlo ascoltare, e basta.

Il disco, uscito durante la pandemia, ricopre al suo interno molto di quanto accaduto negli anni e, soprattutto, in quest’ultimo: non è solo una storia di Paolo, ci tiene a precisare, ma è di tutti, perché molti dei pezzi possono benissimo essere applicati alla vita di tutti i giorni.
L’esempio portato è quello di “Freddo cane“, una chiacchierata con sé stessi in cui il cantautore, tormentato e con difficoltà a dormire, si domanda continuamente dove sta andando e perché si è ritrovato in quella situazione, ed è in quel momento che realizza che deve impararsi a godere il viaggio, senza badare alla destinazione.

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E, infatti, nessuno poteva prevedere il Covid, nemmeno lui che lavorava su questo progetto da almeno un anno e che ha voluto a tutti i costi uscire in autunno. Lui si ritiene comunque un fortunato nella sua categoria: «molti professionisti del settore e molti musicisti hanno patito molto questo problema, anche perché non gli è stato dato sufficiente attenzione. Io, paradossalmente, mi sono ritrovato nel periodo più produttivo della mia vita».

A distanza di qualche mese dall’uscita del disco è attivo anche il progetto di merchandising che, come tutto ciò che è da lui prodotto, ha l’anima punk: finanziata a spese proprie, l’ennesimo ha creato una linea di gadget, non troppo grande dato che si parla dell’ordine delle centinaia, e che rappresentano il disco e le sue canzoni, in modo da portarlo nelle case dei fan, dato che l’eticchetta Lumaca Dischi, causa crisi del settore, ha preso la decisione di non stampare il cd fisico.

E per quanto riguarda il possibile ritorno della musica dal vivo? Anche da questo punto di vista il cantautore non si smentisce, «adoro i live piccoli, anche intimi, come per esempio in appartamente e in giardini di amici che conosco nelle diverse città in cui sono stato». Il grande pubblico si dovrà quindi accontentare per il momento: troverà Paolo su Instagram su Youtube e su Spotify, per ascoltare e usufruire de L’ennesimo artista.

Luca Meneghini

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