Dopo la vicenda Autistici/Inventati, che ha portato alla chiusura dell’infrastruttura digitale attiva da 25 anni, c’è una nuova vittima della caccia alle streghe trumpiana contro i dissidenti e gli antifascisti. Si tratta di Porpora Marcasciano, celebre attivista trans, ex presidente del Mit e consigliera comunale di Coalizione Civica. È la stessa Marcasciano ad aver raccontato ieri in Consiglio comunale di essere finita in una lista di proscrizione della destra statunitense e, per questo, di aver deciso di rinunciare a volare a San Francisco per ritirare un premio conferitole da un’Università.

La caccia alle streghe della destra Usa: Porpora Marcasciano nella lista di proscrizione di antifascisti

Il viaggio negli Stati Uniti, previsto per il 27 settembre, avrebbe dovuto portare Marcasciano a San Francisco per tenere una conferenza e ritirare un’onorificenza conferitale da un noto ateneo americano, il cui nome è stato omesso dalla stessa consigliera per tutelare l’incolumità degli organizzatori locali.
A spingere Marcasciano a far fare un passo indietro sono state alcune scoperte condotte da esperte informatiche a lei vicine. Nel corso di una verifica sul web, sono emersi elenchi e schedature di realtà e attivisti politici antifascisti pubblicati online da ambienti vicini alla destra trumpiana.

Il nome della consigliera bolognese compare per due volte all’interno di un database denominato “TrumpBlogs”, ideato dalla data scientist e blogger Jennica Pounds, nota sui social come DataRepublican. Questa mappatura globale censirebbe gruppi, collettivi e singole personalità definite sovversive o legate a posizioni antifasciste e pro-Palestina, sulla scia delle recenti direttive statunitensi volte a reprimere le realtà considerate estremiste.
Tra minacce social scagliate da profili d’oltreoceano e continue schedature incrociate, la rete sembra essere diventata il terreno d’elezione per azioni di sorveglianza e delegittimazione dell’attivismo politico e dei movimenti di dissenso.

Prendendo la parola durante la seduta del Consiglio a Palazzo D’Accursio, Marcasciano ha espresso profonda preoccupazione per la deriva in atto, definendo l’inserimento del proprio nome in questi elenchi un fatto che da un lato ne inorgoglisce l’identità politica, ma dall’altro spalanca interrogativi inquietanti sulle libertà personali. L’attivista ha ribadito che l’antifascismo costituisce l’asse portante della propria storia culturale e civile, chiedendosi pubblicamente quali ritorsioni o intoppi burocratici avrebbe dovuto affrontare una volta sbarcata su suolo americano in un momento storico segnato da nuove e oppressive ossessioni securitarie.

ASCOLTA LE PAROLE DI PORPORA MARCASCIANO: