Bologna piange Renato Romagnoli, nome di battaglia “Italiano”, partigiano medaglia d’argento al valor militare e comandante della squadra di polizia di una brigata G.A.P. Si è spento ieri a 99 anni, dopo una vita di impegno, sia come presidente dell’Anpi che come testimone, anzitutto nelle scuole.
Dopo un breve periodo in Veneto, a Bologna, da partigiano, Romagnoli è stato protagonista delle azioni più eclatanti ed epiche della Resistenza, come la liberazione dei prigionieri dal carcere di San Giovanni in Monte, la battaglia di Porta Lame e quella della Bolognina.
Addio a Renato Romagnoli, “Italiano”, che fu arrestato per aver organizzato gli scioperi per la pace
Nella ricca biografia di “Italiano”, però, è particolarmente rilevante il momento in cui decise di intraprendere la strada della Resistenza. Fu lui stesso a raccontarla in modo lucidissimo in una delle ultime interviste rilasciate.
Cruciale fu il 25 luglio del 1943, giorno della caduta del fascismo, che Romagnoli definisce «colpo di Stato di Badoglio». Un fatto che però non cambiò la sostanza della vita materiale delle persone, perché lo stesso Badoglio disse subito che la guerra sarebbe continuata.
Nei giorni successivi, a Bologna e in diversi territori, si svolsero diversi scioperi per la pace e Romagnoli ne fu uno dei promotori.
Sul finire del 1942, ancora minorenne, aveva infatti aderito al Pci, svolgendo attività clandestina per l’organizzazione degli scioperi per la pace. È stato proprio questo suo impegno a condurlo all’arresto, che avvenne la notte del 27 luglio 1943. Tradotto nel carcere di San Giovanni in Monte, venne presto trasferito perché era troppo giovane. La sua detenzione durò fino al 17 settembre.
«Fui arrestato su denuncia del mio padrone di fabbrica alla Cevolani, Cesare Pazzaglia», ricordò Romagnoli.
La sua liberazione dal carcere fu diretta conseguenza dell’8 settembre, il giorno della fine dell’armistizio che creò un vuoto di potere. Pochi giorni dopo, però, gli arrivò l’avviso di presentarsi a processo. La prospettiva di essere giudicato da un tribunale militare e con la legge marziale in vigore lo persuase a scegliere la strada della clandestinità e ad arruolarsi nella Resistenza.
L’ultimo saluto a Renato Romagnoli si terrà al Pantheon della Certosa di Bologna giovedì 28 maggio alle ore 9.30.
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