Prosegue la carovana Emilia-Romagna Diritti e Rovesci di Rete Emergenza Climatica e Ambientale e di Assemblea dei Movimenti Ambientalisti e Sociali della nostra regione. Dopo le prime quattro tappe emiliane a Piacenza (11 aprile), Parma (18 aprile), Modena (9 maggio) e Reggio Emilia (10 maggio), ora ci si sposta verso la Romagna.
Lo scopo della carovana è quello di accendere i riflettori sulle vertenze ambientali e sociali nei diversi territori della regione, in modo da raccontare le lotte e incrinare la narrazione di eccellenza che spesso viene fatta dell’Emilia-Romagna

Carovana Diritti e Rovesci, la tappa di Faenza

Il primo territorio romagnolo che sarà toccato dalla carovana è quello di Faenza, dove l’iniziativa si svolgerà il 15 maggio. Devastata dalle alluvioni del 2023 e 2024, la città vive anche altri problemi che sono sia ambientali che sociali e che riguardano il comparto della ceramica e la guerra.
L’appuntamento è alle 16.45 davanti al Cnr di Faenza. Il 15 maggio è il giorno dell’anniversario della Nakba, la cacciata dei palestinesi dalle loro terre nel 1948. Il presidio della carovana chiederà all’istituto di ricerca di interrompere il progetto Pa Swing con il Ministero della Difesa Israeliano.

A spiegare il senso della mobilitazione ai nostri microfoni è Linda Maggiori che, oltre alla principale questione dei diritti umani, cita anche l’ecocidio in corso a Gaza, dove solo l’1% della terra è rimasto coltivabile. «Gli stessi ricercatori denunciano che progetti di ricerca in ambito bellico sottraggono risorse alla ricerca civile, ad esempio per ciò che riguarda l’ambiente e la sanità», sottolinea Maggiori.
Al Cnr di Faenza quel giorno ci sarà un open day, a cui una delegazione di attivisti parteciperà per fare domande.

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Carovana Diritti e Rovesci, la tappa di Imola

Il 16 maggio la carovana giungerà a Imola, altro territorio dove le questioni in ballo sono numerose. Se il consumo di suolo sembra essere il trait d’union, e Imola con la logistica non fa eccezione, le questioni che verranno sollevate riguardano anche altri temi. A partire dal lungofiume Santerno. «Un taglio drastico di alberi e vegetazione ha fatto sparire tutto l’ecosistema presente», racconta ai nostri microfoni Giulia Olivieri.
Eppure le recenti alluvioni, in particolare in Romagna, hanno dimostrato la funzione degli alberi lungo i fiumi, in particolare per rallentare la velocità dell’acqua e trattenere il terreno degli argini.

L’appuntamento della tappa è proprio all’ex River Side, nel parcheggio di via Pirandello, accanto a un ponte da cui è possibile rendersi conto in modo eloquente dell’effetto del taglio di vegetazione.
Accanto a ciò, però, nella tappa imolese si alterneranno interventi che riguardano anche altre vertenze, come il degrado del Parco delle Acque Minerali, l’ormai ex discarica per cui non è ancora partita la bonifica e il quadruplicamento della linea ferroviaria.

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