Dopo la pausa per il Primo Maggio, riprendono le tappe della Carovana Diritti e Rovesci della Rete Emergenza Climatica e Ambientale dell’Emilia-Romagna (Reca) e dell’Assemblea dei Movimenti Ambientali e Sociali (Amas-er).
Le realtà ecologiste hanno lanciato un’iniziativa che sta attraversando tutta la regione, sia per accendere i riflettori sulle vertenze locali che riguardano il sociale e l’ambiente, sia per smentire in questo modo la narrazione dell’eccellenza emiliano-romagnola.
Dopo le prime due tappe a Piacenza e Parma, il prossimo week end la carovana toccherà sia Modena (9 maggio) che Reggio Emilia (10 maggio).
Carovana Diritti e Rovesci, la tappa di Modena
A raccontare ai nostri microfoni le principali vertenze aperte in territorio modenese è Mauro Solmi, che in particolare accende i riflettori su due infrastrutture autostradali che la Regione vorrebbe realizzare: la Campogalliano Sassuolo e la Cispadana. Due opere che, complessivamente, richiederebbero quasi 3 miliardi di euro e che produrrebbero consumo di suolo su decine e decine di ettari di terreno agricolo o naturale, oltre all’aumento dell’inquinamento in un capoluogo che è già maglia nera della regione.
Sempre sul versante dell’inquinamento, durante la tappa a Modena si parlerà anche degli allevamenti intensivi, ritenuti responsabili di almeno un quinto delle emissioni di Pm10 e Pm2,5.
Nel pomeriggio del 9 maggio la tappa della carovana sarà aperta dalla “Pedalata dei bimbi in bici”, organizzata da Fiab e dai Genitori Ecoattivi. Oltre a promuovere l’uso della biciletta tra i giovanissimi, l’iniziativa «serve anche a richiamare l’attenzione dell’Amministrazione locale di dare seguito alle promesse non ancora realizzate – sottolinea Solmi – come le zone 30 nelle aree residenziali e le strade scolastiche».
ASCOLTA L’INTERVISTA A MAURO SOLMI:
Carovana Diritti e Rovesci, la tappa di Reggio Emilia
Il giorno successivo, domenica 10 maggio, la Carovana Diritti e Rovesci farà tappa a Reggio Emilia, dove i temi principali saranno ancora una volta il consumo di suolo e una questione comune a molti territori come l’abbattimento di alberi.
Il luogo dove si svolgerà la tappa è simbolico: Bosco Ospizio, un bosco urbano di diversi ettari che corre il rischio di essere abbattuto per costruire l’ennesimo centro commerciale della grande distribuzione organizzata. Proprio da qui, alle 16.00, prenderà il via una visita guidata ad una mostra che narra questa vicenda.
Successivamente si alterneranno gli interventi di dieci esponenti di comitati e associazioni, che rappresentano le principali vertenze ambientali e sociali nel territorio reggiano.
A sintetizzare ai nostri microfoni le questioni del territorio reggiano è Emiliano Codeluppi, che ha evocato temi come l’acqua e la gestione fluviale, il ripristino della natura (che ora si avvale anche di un regolamento europeo), il tema della transizione energetica e dell’agrivoltaico (anche in virtù di una legge regionale per individuare le aree idonee che è in discussione in Assemblea legislativa), la questione del biogas, la salvaguardia dei boschi urbani e altro ancora.
ASCOLTA L’INTERVISTA A EMILIANO CODELUPPI:







