Sarà l’incredibile voce di Ginevra Di Marco a inaugurare idealmente l’edizione 2026 di Pratello R’esiste, la festa di strada per celebrare la Liberazione d’Italia dal nazifascismo.
Nella serata di venerdì 24 aprile, infatti, sul palco di piazzetta San Rocco salirà la cantante toscana con un concerto ribattezzato “Ginevra R’Esiste”.
Ginevra Di Marco inaugura Pratello R’Esiste 2026: l’intervista
Ginevra Di Marco è una delle voci più raffinate della scena musicale italiana contemporanea. Dopo gli esordi nei primi anni Novanta con gli ESP, raggiunge la notorietà nel 1993 grazie alla collaborazione con i Consorzio Suonatori Indipendenti (CSI), dove affianca Giovanni Lindo Ferretti distinguendosi per qualità vocali e sensibilità interpretativa.
Dal 1999 intraprende un percorso solista parallelo, collaborando stabilmente con Francesco Magnelli, suo compagno di vita, e Andrea Salvadori. Dopo lo scioglimento dei CSI nel 2001, prosegue l’esperienza musicale con i PGR, per poi lasciare il progetto nel 2004 e dedicarsi completamente alla carriera individuale.
La sua produzione si caratterizza per una profonda ricerca sulle tradizioni popolari e sui “canti dal margine”, esplorando repertori provenienti da diverse culture, dall’Europa orientale al Sud America. Album come Donna Ginevra (2009), premiato con la Targa Tenco, segnano questa direzione artistica.
Negli anni successivi alterna progetti tra musica d’autore e riletture della tradizione, collaborando con artisti italiani e internazionali. Tra i lavori più recenti, Quello che conta (2020), omaggio a Luigi Tenco, e Kaleidoscope (2025), che le vale una nuova Targa Tenco, confermano la centralità della sua figura nel panorama musicale italiano.
Di Marco ha anticipato ai nostri microfoni che la scaletta del 24 includerà molti pezzi dell’ultimo album – che ha debuttato la scorsa settimana a Milano, nella “data 0” del tour – oltre ovviamente a canzoni che richiamano i valori della Resistenza. Secondo l’artista, la musica popolare ha ancora molto da dirci: «non è un fossile da museo, sono le nostre radici, il nostro passato che ci insegna ancora a leggere il presente. Trovo che sia un vero e proprio mezzo di comprensione. È sempre bene conoscere le storie delle persone, le lotte e tutti i valori che la musica popolare porta con sé».
L’artista ha espresso il suo entusiasmo per la possibilità di festeggiare il 25 aprile a Bologna, definendo quest’occasione come «una festa di libertà di tutti gli italiani, nonostante negli ultimi anni sia diventata anche ring di scontro ideologico. Invece di essere un momento di riconciliazione è percepito come una linea di confine. In fondo la libertà non è un pacchetto regalo rassicurante per nessuno, ci richiede di fare i conti con i propri fantasmi».
Una delle particolarità della musica di Ginevra Di Marco è stata la scelta, per i suoi ultimi tre album, di finanziarsi grazie al crowdfunding. «Si tratta del mezzo migliore che abbiamo per restare indipendenti, senza intermediari, e senza che nessuno ci dica cosa dobbiamo o non dobbiamo fare. Nell’attuare questo tipo di coinvolgimento delle persone all’inizio, prima che il progetto prenda forma, è un modo bello per creare qualcosa insieme. Le persone sono felici di partecipare, e si riesce a mettersi davvero in relazione, ci si scrive e ci si racconta».
ASCOLTA L’INTERVISTA A GINEVRA DI MARCO:







