Dopo lo stop imposto dalla sentenza del Tar, riparte da oggi il progetto “Città 30”. Il Comune di Bologna ha infatti riscritto le ordinanze secondo le indicazioni della giustizia amministrativa, dando il via alla cosiddetta “fase due” del piano per la riduzione della velocità sulle strade urbane.
Da oggi, lunedì 20 aprile, entrano in vigore 22 nuove ordinanze che reintroducono il limite dei 30 km/h su circa 258 chilometri di strade cittadine, distribuite in Zone 30 diffuse in tutti i quartieri. Le vie interessate restano in gran parte quelle già coinvolte nel precedente provvedimento, trasformate da 50 a 30 km/h, ora confermate dopo una nuova istruttoria tecnica conforme al Codice della Strada e alle indicazioni del tribunale amministrativo.

Il ritorno di Bologna Città 30 e gli oltre 100 interventi per rallentare il traffico

La seconda fase del progetto punta non solo a fissare limiti, ma a modificarne concretamente il rispetto attraverso interventi strutturali. Il piano prevede oltre 100 azioni diffuse sul territorio: installazione di dossi e cuscini rallentatori, attraversamenti pedonali rialzati, allargamenti dei marciapiedi, miglioramento dell’illuminazione e nuova segnaletica.
In particolare, sono previsti 60 “cuscini berlinesi” nei punti di accesso alle zone a velocità ridotta e 30 display luminosi per segnalare la velocità ai conducenti. Interventi mirati riguarderanno diverse aree della città, tra cui piazza Trento e Trieste, via Dante (nei pressi delle scuole Carducci), viale Lincoln, viale Felsina e via Zanardi.
Accanto agli interventi puntuali, sono in programma progetti più ampi di riqualificazione urbana, con l’obiettivo di integrare sicurezza stradale e qualità dello spazio pubblico, come nel caso di via Murri, del Villaggio Ina di Borgo Panigale e del Villaggio Due Madonne.

«Bologna riprende con convinzione il suo percorso come Città 30 – ha commentato l’assessore comunale alla mobilità, Michele Campaniello – Si tratta di un impegno preciso che ci siamo presi per garantire una città più sicura, vivibile e a misura d’uomo. Vogliamo che le nostre strade smettano di essere luoghi pericolosi e diventino spazi di convivenza. I dati dei primi due anni di Città 30 e le esperienze internazionali ci dicono che abbassare la velocità significa salvare vite umane e restituire autonomia ai più fragili, dai bambini agli anziani. Siamo consapevoli che ogni cambiamento richiede un adattamento, ma l’obiettivo finale, la sicurezza stradale, non può essere negoziato».
Campaniello ha anche annunciato che a maggio si terrà un’assemblea pubblica sul tema, che sarà l’occasione per fare il punto sulla fase 2 della Città 30, ascoltare i feedback dei quartieri e lavorare per rendere Bologna un modello di mobilità sostenibile in Italia.

Il nuovo assetto arriva dopo la decisione del Tribunale Amministrativo Regionale, che nei mesi scorsi aveva imposto una revisione degli atti. Il Comune ha quindi elaborato un nuovo “Piano particolareggiato per la gestione della velocità”, introducendo una metodologia tecnica applicabile anche in futuro.
Restano invece in vigore le Zone 30 già istituite con precedenti provvedimenti.
Il Comune ha anche realizzato una sezione Faq sul proprio sito in modo che i cittadini possano informarsi sulle ordinanze e sulle strade coinvolte.

Bologna 30 soddisfatta, ma chiede più interventi

Soddisfazione per il ritorno del progetto è stata espressa dal comitato Bologna 30, tra i principali sostenitori dell’iniziativa. «Bene gli interventi diffusi, ma si parta dalle strade più pericolose», sottolineano gli attivisti, chiedendo priorità sulle principali arterie cittadine.
Il comitato sollecita inoltre l’estensione del limite a 30 km/h su altre strade ancora a 50, come via Toscana, via Massarenti e le direttrici della via Emilia, oltre al rafforzamento dei controlli sulla velocità.
Per celebrare il ritorno delle nuove ordinanze, è stato organizzato un flash mob questa mattina all’imbocco di via Murri.