Tutto è cominciato con un congresso che ha stabilito una linea “ribelle”, poi è seguito un anomalo boom di iscritti e ora, con una modifica al regolamento nazionale avvenuta di domenica e con la creazione di una federazione cittadina, all’interno dei Verdi di Bologna starebbe per compiersi la “sostituzione politica” dei referenti. L’oggetto del contendere? L’alleanza per il bis di Matteo Lepore a Palazzo D’Accursio.
I dissidi all’interno dei Verdi di Bologna in vista delle elezioni comunali del 2027
Per risalire alle turbolenze all’interno della forza ecologista bolognese occorre andare indietro di un anno, all’aprile 2025, quando nel congresso dei Verdi venne ufficializzata la linea di rottura con il centrosinistra. Un processo che, in realtà, era già cominciato con la “cacciata” del consigliere comunale Davide Celli dalla maggioranza che sostiene il sindaco Matteo Lepore.
La linea di rottura, però, non era solo personale: gli ecologisti contestano da tempo le politiche urbanistiche della giunta, dal Passante (poi tramontato per ragioni economiche) al consumo di suolo di molti progetti.
Tutto è rimasto apparentemente tranquillo fin verso la fine dell’anno. È in questo momento che il partito a livello locale ha registrato un boom di iscritti. Se una quota di questi poteva essere ascritta all’apprezzamento per l’attività politica, il raddoppio dei tesseramenti (da 113 a 202) lasciava presagire qualcosa di diverso, cioè un tentativo di cammellaggio tanto da Roma che da Bologna.
Il leader nazionale Angelo Bonelli ha più volte ribadito che la scelta di rottura dei Verdi bolognesi rispetto al centrosinistra non gli piaceva e tra le righe ha fatto capire che non sarebbe stata la scelta che i Verdi, ora impegnati nel progetto AVS, avrebbero seguito.
A raccontare ai nostri microfoni come questa direttiva stia venendo applicata a Bologna è il co-portavoce metropolitano, Danny Labriola, che racconta di come domenica scorsa a livello nazionale sia stato modificato il regolamento. La ragione? Consentire formalmente l’operazione che si sta compiendo a Bologna.
«I Verdi a Bologna sono una federazione provinciale – spiega Labriola – Ora si sta formando una federazione cittadina, che nominerà altri due co-portavoce». Lo scopo sarebbe quello di mettere in un angolo i ribelli e cambiare la linea adottata fin qui. Cioè riallacciare i rapporti con il centrosinistra e stringere un’alleanza in vista delle elezioni comunali del prossimo anno.
Cosa succederà ai ribelli e alla loro linea stabilita da un congresso, quindi da un processo democratico nel partito? Labriola cita l’esempio di Imola, dove i Verdi avrebbero voluto fare una propria lista alternativa al centrosinistra. Là è stato chiesto al nazionale l’utilizzo del simbolo, ma da Roma è stata negata la possibilità.
Potrebbe essere questo lo scenario che si ripresenterà a Bologna anche se al momento, all’interno del partito, non sono ancora state ufficializzati i referenti che a livello cittadino incarneranno la linea governista voluta da Roma.
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