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Però il Comune "legalizza" l'occupazione di via De Maria

L'accordo con il proprietario dell'immobile grazie alla mediazione di Palazzo D'Accursio.


di Alessandro Canella
Categorie: Movimento, Casa
Social Log
Il presidio in Comune di Social Log. Foto: Social Log

Nonostante gli annunci di sgombero, Palazzo D'Accursio ha lavorato ed ottenuto una mediazione col proprietario degli appartamenti di via De Maria, occupati a marzo da Social Log. Gli occupanti potranno stare per un anno e verrà riallacciata l'acqua e il Comune non dovrà gestire 32 famiglie in mezzo alla strada. Social Log: "Prima vittoria, potrebbe diventare un modello".

La notizia testimonia che l'emergenza abitativa non si può risolvere a colpi di sgombero. Il Comune di Bologna ha raggiunto un accordo, che verrà siglato entro la settimana, col proprietario degli appartamenti di via Mario De Maria, occupati a marzo scorso su iniziativa di Social Log. Le strutture, in cui vivono 32 famiglie con diversi minori, da due settimane scontano anche il taglio dell'acqua corrente per effetto del Piano Casa del governo Renzi.
Ora, dopo la mediazione dell'assessore al Welfare Amelia Frascaroli e alla Casa Riccardo Malagoli, non solo l'acqua verrà riallacciata, ma le famiglie potranno stare legamente negli appartamenti per un anno.
L'accordo, raggiunto grazie al protocollo "emergenza casa" di recente approvazione, prevede che al proprietario venga azzerata l'Imu su quegli immobili e venga corrisposto un affitto simbolico di 100 euro ad appartamento. Per contro, le famiglie avranno una collocazione e il Comune non dovrà affrontare il problema di 32 nuclei in mezzo alla strada.

"Se fosse confermato - commenta Fulvio del Laboratorio Crash, cui fa riferimento Social Log - sarebbe una prima vittoria del movimento per il diritto all'abitare". L'attivista osserva quanto l'emergenza abitativa sia un problema sotto gli occhi di tutti, con cui anche il Comune deve fare i conti. Per questo, la logica degli sgomberi e della repressione non è uno strumento per risolvere il problema, che anche per le Amministrazioni si ripresenterebbe ugualmente.
E alla domanda se l'accordo possa rappresentare un primo segnale per un nuovo modello di affrontare il problema della casa, Fulvio risponde: "Perché no? Vediamo se si avrà il coraggio di andare in controtendenza alle dichiarazioni di Lupi e a quanto sta accandendo a Milano in questi giorni".


Ascolta l'intervista a Fulvio

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