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People Mover, chiusa l'indagine sulla gara d'appalto

Otto persone, tra le quali l'ex-sindaco Delbono, potrebbero essere rinviate a giudizio


di Francesco Ditaranto
Categorie: Giustizia
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Sono state consegnate otto notifiche di fine indagine, per l'inchiesta sulla gara d'appalto per il People Mover. Oltre che all'ex-sindaco Delbono, anche al presidente di CCC, Collina, e all'ex-presidente di Atc, Sutti. Intanto Il Tar del Lazio si è dichiarato incompetente e ha rimandato tutto al Tar dell'Emilia Romagna.

Si è chiusa l'indagine della Procura di Bologna sulla gara d'appalto per l'assegnazione dei lavori del People Mover, il collegamento tra la stazione e l'aeroporto. Tra le persone coinvolte, che hanno ricevuto l'avviso di fine indagini, ci sono l'ex-sindaco Delbono, l'ex-assessore William Rossi, oltre al presidente di CCC, Collina e l'ex.presidente di Atc, ora Tper, Sutti. Le ipotesi di reato, anche se non ci sono per il momento rinvii a giudizio, sono abuso d'ufficio e turbativa d'asta.

L'inchiesta parte dalle segnalazioni dell'allora consigliere Corticelli, presidente di Bologna capitale, circa eventuali anomalie nell'assegnazione dell'appalto.

Il finanziamento per l'opera doveva arrivare attraverso un project financing, cioè il consorzio CCC, vincitore dell'appalto, si sarebbe finanziato attraverso la gestione dell'opera stessa, in termini più semplici, attraverso i biglietti pagati dai fruitori del servizio.

CCC (Consorzio Cooperative Costruttori) che aveva vinto il bando, avrebbe delegato l'onere della gestione, ed i conseguenti rischi, all'allora Atc, che aveva costituito una società ad hoc, la Marconi Express. Un progetto privato che doveva stare in piedi da solo, insommma, veniva delegato ad un ente pubblico, che avrebbe coperto finanziariamente eventuali deficit nella gestione.

"Non si riesce a capire fino a che punto, il presidente del consorzio Collina, e quello dell'Atc Sutti, fossero d'accordo" dice Sergio Brasini, del Comitato No People Mover.

"CCC doveva farsi carico della gestione, ma utilizza un meccanismo per il quale non assume su di sé, ma delega al partner. I patti parasociali -spiega Brasini- prevedono che CCC si sfili progressivamente da Marconi Express e lasci l'attuale Tper a fronteggiare ogni rischio dell'opera, sia di costruzione che di gestione. Una cosa abbastanza intollerabile."

"Se deve essere finanza di progetto (il sistema già citato di project financing, ndr), perchè il pubblico deve rischiare gli oneri di una gestione di questo tipo?" si chiede Sergio Brasini.

"E' paradossale che siano i cittadini, in ultima istanza, a dover eventualmente intervenire per ripianare le perdite che non si autosostentano attraverso la gestione, e che avrebbe dovuto essere finanziata interamente dai privati." afferma secco.

Intanto il Tar del Lazio, si è dichiarato incompetente a decidere sul ricorso di CCC, Tper e Marconi Express, rimandando tutto al Tar dell'Emilia Romagna. Ora i ricorrenti hanno 30 giorni per assumere nuovamente il ricorso, presso il Tribunale amministrativo della nostra regione.

"(In questo contesto) Il Comune sarebbe irresponsabile a procedere con la validazione del progetto." ritiene Brasini.

"Siamo convinti -conclude- che questa opera possa essere accantonata per dare spazio al completamento del sistema ferroviario metropolitano, in particolare delle fermate presso l'aeroporto."


Ascolta l'intervista a Sergio Brasini

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