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IJF17, fare radio ai tempi del web

Il panel al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia


di redazione
Categorie: Società
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Non è vero che la radio soccombe nell'era del web. Anzi: aumentano le opportunità. È il messaggio lanciato nel panel "Lavorare in radio ai tempi del web: come crearsi una professionalità vincente", tenutosi ieri al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia. L'intervista a Stefano Chiarazzo di Social Radio Lab.

Si è svolto ieri, all'interno del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia, il panel discussion “Lavorare in radio ai tempi del web: come crearsi una professionalità vincente”. In compagnia di Rossella Biagi di RadUni, Stefano Chiarazzo fondatore e direttore di Social Radio Lab, Moko di Mokolab e Radio 105, Max Pagani conduttore di Rds e Alessandra Tedesco di Radio 24, si è parlato di come è cambiata la radio ai tempi di Internet.
Tre i punti focali della discussione messi in evidenza da Stefano Chiarazzo, raggiunto e intervistato anche dalla nostra Francesca Clementoni: come creare una professionalità in radio, com'è possibile fare esperienza e come farsi notare.

Prima ancora di affrontare questi temi si è messo in evidenza come vi sia stato aumento significativo di ascoltatori radio in Italia nell'ultimo anno. Ad aumentare sono anche le opportunità per le stesse radio che attraverso il Web possono attuare nuovi processi di fidelizzazione, maggiore partecipazione da parte degli ascoltatori e, grazie ai social, interagire in diretta con essi rispondendo alle loro  curiosità.
La presenza in rete ha portato tuttavia ad un cambiamento delle figure professionali nelle emittenti, che hanno dovuto riadattarsi ai nuovi canali social e alla nascita di altre professioni, del tutto nuove, come ad esempio il Digital Marketing Manager.

Durante l'incontro, Stefano Chiarazzo ha chiesto agli speakers presenti che cambiamenti hanno subito concretamente le radio da loro rappresentate con l'avvento del web. Il primo a rispondere, Max Pagani di Rds ha spiegato l'evoluzione del canale radio in “entertainment company”, che si focalizza sui contenuti e sugli utenti che possono interagire con la radio in prima persona attraverso i contest. Alessandra Tedesco ha invece spiegato che Radio24 ha continuato a dare sempre più importanza alle informazioni e al considerare fondamentale il reparto social negli ultimi anni. Per Rossella Biagi di RadUni grazie alle radio universitarie e al web si è data la possibilità ai giovani di operare in un ambiente sempre più interattivo fornendo formazione ed informazione. Infine Moko ha raccontato in prima persona la sua esperienza e di come grazie ad un contest sia riuscito a far parte di Radio105.

L'incontro è terminato affrontando un argomento abbastanza discusso negli ultimi tempi, ossia  dell'importanza di “far esperienza sul campo” prendendo come esempio  il progetto “Europhonica” che da due anni mette in contatto i ragazzi delle diverse radio universitarie d'Europa. È proprio attraverso i canali social che questi riescono nonostante le distanze a rimanere in contatto ed affrontare problematiche comuni  da diversi punti di vista, rimanendo “uniti nella diversità”.

Federica Gorgone


Ascolta l'intervista a Stefano Chiarazzo

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