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Garantire i diritti nonostante il Decreto Sicurezza: cosa può fare Merola

Secondo Coalizione Civica ci sono almeno due cose che Bologna potrebbe fare per garantire i diritti fondamentali


di Anna Uras
Categorie: Politica, Migranti
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Che cosa può fare un sindaco (Merola) per garantire l'accesso ai diritti fondamentali nonostante il Decreto Sicurezza? Coalizione Civica ha presentato due OdG per rispondere a questa domanda e invitare il Consiglio Comunale a trovare una soluzione applicabile fin da subito. Ne abbiamo parlato con Federico Martelloni.

Di fronte alle innumerevoli violazioni dei diritti fondamentali che il Decreto Salvini potrebbe comportare secondo Federico Martelloni, consigliere comunale di Coalizione Civica, ricorrere alla Corte Costituzionale non basta. "Abbiamo capito che il nostro invito a seguire le orme di altri sindaci come Orlando e De Magistris è stato mal digerito dal sindaco che ha scelto un'altra strada. Però la terza via che egli avrebbe scelto lascia aperto un problema gigantesco che sono i suoi tempi. Cioè si può anche aspettare un ricorso alla Corte Costituzionale e il suo pronunciamento, ma i diritti non possono aspettare, le persone in carne ed ossa non possono aspettare".

E proprio dalla necessità di trovare una soluzione che fosse applicabile fin da subito sono nati i due ordini del giorno presentati dai consiglieri di Coalizione Civica. "Abbiamo fatto una proposta piuttosto semplice - spiega Martelloni - sulla base dell'opinione espressa da giuristi molto autorevoli, penso a Emiliano Santoro che ha scritto sull'Altro Diritto, penso alle avvocate dell'Asgi Daniela Consoli del foro di Firenze e Nazzarena Zorzella del foro di Bologna. Il cosiddetto Decreto Salvini oggi legge 182 del 2018, è vero che ha fatto sì che il permesso di soggiorno abbia smesso di diventare titolo idoneo all'iscrizione anagrafica. Ma questo non significa, sarebbe certamente incostuzionale, che viga nel nostro ordinamento un divieto di iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo".

Una prima strada, fondata su un’interpretazione costituzionalmente orientata delle norme in materia d’immigrazione, risiede nella possibilità di consentire, comunque, nel pieno rispetto della legislazione vigente, l’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo, non già sulla base del permesso di soggiorno – posto che, finché il Decreto Salvini non sarà dichiarato incostituzionale, esso non costituisce più titolo idoneo a formalizzare la domanda di residenza – bensì sulla base di altri documenti che attestino la regolarità del soggiorno e l’identità del richiedente, ivi compreso il modello C3 compilato dinanzi all’autorità di pubblica sicurezza.
Una seconda strada, prende atto delle norme vigenti in servizi territoriali erogati da soggetti sia pubblici (scuola, sanità, servizi per l'impiego) sia privati (apertura di conti correnti presso le banche o le poste), e risiede nell’opportunità di rammentare ai gestori pubblici e privati di tali servizi che l’accesso ai medesimi è consentito sulla base del mero domicilio, così da permetterne la fruizione anche ai richiedenti asilo non residenti.

I due OdG sono stati presentati questo lunedì, ma "il consiglio comunale ha respinto l'ammissione all'ordine dei lavori dicendo di essere non solo disposto ma anche interessato a un tempestivo approfondimento del tema in Commissione. Non voglio indignarmi - chiarisce Martelloni - perché mi sembra plausibile che si chieda di approfondire un tema articolato come questo. Quello che noi abbiamo chiesto e continueremo a chiedere è che venga immediatamente calendarizzata la discussione in Commissione, che trasfomeremo subito in un'udienza conoscitiva".

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