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La Notte Bianca della scuola contro la riforma

Questa sera uno dei primi appuntamenti di mobilitazione contro la "Buona Scuola".


di Alessandro Canella
Categorie: Istruzione
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In 20 città italiane - e a Bologna dalle 20.30 in piazza San Francesco - va in scena oggi una delle prime mobilitazioni contro la legge 107/2015. All'avvio dell'anno scolastico permangono i problemi, nonostante la propaganda governativa. Prossime mobilitazioni il 24 ottobre e sciopero nei primi giorni di novembre.

Classi pollaio, problemi per il tempo pieno, supplentite, mancata sostituzione dei bidelli prima dei 7 giorni di assenza, eccetera, eccetera. Nonostante la retorica e la propaganda governative, all'avvio dell'anno scolastico i problemi degli istituti italiani sono tutt'altro che risolti. Anzi, per Giovanni Cocchi, estensore della Lip, "la riforma ha peggiorato la situazione".
Che sarebbe stato un autunno caldo già lo si sapeva, dal momento che il mondo della scuola non ha digerito la riforma imposta dal governo. E proprio questa sera si terrà una delle prime tappe della mobilitazione che contraddistinguerà la stagione 2015-2016.

In venti città italiane, tra cui Bologna, questa sera va in scena la "Notte Bianca della scuola", una mobilitazione che servirà a fare chiarezza sugli effetti della cosiddetta "Buona Scuola", ovvero la legge 107/2015 e smentire le falsità che, secondo insegnanti e personale scolastico, il governo ha detto e continua a dire.
A Bologna l'iniziativa comincia alle 20.15 in piazza San Francesco. L'obiettivo principale è quello di diffondere informazioni e fare sapere ai genitori come stanno realmente le cose.

E se la ministra all'Istruzione Stefania Giannini ha cantato vittoria per la bassa percentuale di rifiuti alle assunzioni nella Fase 2 della riforma, nonostante i molti trasferimenti imposti agli insegnanti, dalla Lip arriva una risposta che confuta l'interpretazione governativa. "Questo dimostra che gli insegnanti non sono dei fighetti che vogliono il lavoro sotto casa, come sono stati dipinti - osserva Cocchi - ma che hanno a cuore il loro lavoro e i loro studenti. Quella procedura doveva essere fatta in modo trasparente e assolutamente differente, dal momento che le cattedre che quegli insegnanti ricoprivano prima della transumanza a cui sono stati costretti sono ancora tutte lì. Potevano essere assegnate senza costringere le persone a trasferirsi lontano da casa".

La mobilitazione odierna non è la prima, nemmeno per l'anno scolastico in corso. Al suono delle campanelle, a Firenze sono state 4mila le presente del personale scolastico all'assemblea sindacale, mentre sotto le Due Torri ieri si sono svolte altre tre assemblee molto partecipate.
"È già stata stabilità una manifestazione regionale il 24 ottobre - informa Cocchi - mentre sicuramente si arriverà ad un primo sciopero generale nei primi giorni di novembre".


Ascolta l'intervista a Giovanni Cocchi

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