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Italicum-riforma costituzionale, ad essere diviso è (anche) il Pd

Nel partito c'è chi è preoccupato per l'effetto congiunto di riforma e legge elettorale.


di Alessandro Canella
Categorie: Politica
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Dopo lo scontro con l'Anpi sull'indicazione di voto per il "No" al referendum di ottobre sulla riforma costituzionale, emergono distinguo e divergenze anche all'interno del Pd, schierato per il "Sì". Bersani lancia un appello a Renzi per modificare l'Italicum, ma dalla dirigenza rispondono picche. Lo Giudice: "Serve una legge elettorale per il nuovo Senato".

Dopo l'alacre impegno della maggioranza Pd, che nei giorni scorsi ha fatto di tutto per trovare voci all'interno dell'Anpi che divergessero dalla linea del "No" indicata per il referendum sulla riforma costituzionale di ottobre, oggi è lo stesso partito a non mostrarsi completamente unito sul tema.
In particolare è l'effetto della riforma combinato all'Italicum, la legge elettorale, che tra gli esponenti della minoranza Dem solleva non poche perplessità.

Ieri Pierluigi Bersani ha lanciato un appello al premier Matteo Renzi, invitandolo a dirsi "disposto a riflettere sull'Italicum". La legge elettorale, infatti, al momento è pensata solo per la Camera, come se la riforma del Senato contenuta nel ddl Boschi fosse già legge.
Il rischio più evocato dai detrattori della riforma, inoltre, è quello di una concentrazione di potere che, col premio di maggioranza alla coalizione unito al monocameralismo, potrebbero portare un partito minoritario a governare il Paese.
A Bersani, però, oggi hanno risposto due pezzi grossi dell'establishment renziano, Debora Serrachiani e Lorenzo Guerini: "La discussione sulla legge elettorale non è all'ordine del giorno".

"Dobbiamo capire che quadro stiamo consegnando agli italiani", commenta ai nostri microfoni il senatore Sergio Lo Giudice della Sinistra Dem. In particolare, il senatore ravvisa la necessità di intervenire sull'Italicum, sia per quanto riguarda i capilista bloccati, sia sul premio di maggioranza alla lista e non alla coalizione.
"Occorre fare in modo che il potere più forte consegnato al partito che vince le elezioni, in nome della governabilità - spiega Lo Giudice - sia bilanciato dal meccanismo di elezione dei deputati che sia più nelle mani dei cittadini".

Ma quello su cui insiste di più il senatore è una legge elettorale per il nuovo Senato. "Noi abbiamo approvato anche il ddl Boschi con riserva, proponendo una serie di misure che riequilibrassero i pesi istituzionali. Nella riforma, l'elezione dei nuovi senatori viene indicata dagli elettori e ratificata dai Consigli regionali. Occorre che questo sia scritto in una legge elettorale per il Senato e mi auguro che il premier Renzi avanzi una proposta in tal senso".


Ascolta l'intervista a Sergio Lo Giudice

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