Sabato l’assemblea legislativa francese ha dato un primo via libera al matrimonio tra persone dello stesso sesso. Dopo ore di dibattito, l’articolo uno del provvedimento del governo socialista, comprendente anche l’adozione per le coppie omosessuali, la procreazione medicalmente assistita e l’utero in affitto, é stato approvato con una sciacciante maggioranza.

Nulla é ancora definitivo, e probabilmente il dibattito in aula durerà settimane, ma l’approvazione dell’articolo 1 del provvedimento del governo é un segnale importante. L’articolo sancisce il diritto di contrarre matrimonio per persone dello stesso sesso.  

I deputati favorevoli all’approvazione dell’articolo sono stati 249 contro i 97 contrari. Ora la battaglia, parlamentare e non, si sposta sul terreno delle adozioni per le coppie omosessuali, della procreazione medicalmente assistita e sulla questione dell’utero in affitto.

Forti sono state le reazioni a livello internazionale, una su tutte quella del presidente della CEI, Bagnasco.
Nel raccomandare all’Italia di non seguire l’esempio francese, il cardinale Angelo Bagnasco, ha affermato che dopo l’approvazione dell’articolo  “Siamo sull’orlo del baratro”. Il provvedimento di legge ha visto in Francia una forte mobilitazione tra favorevoli e contrari. Nelle ultime 3 settimane hanno sfilato a Parigi centinaia di migliaia di manifestanti per dire alternativamente si o no alla legge.
 
Per Gael Briand, caporedattore del mensile francese “Le Peuple Breton“, “Nella società francese esisteva una frattura tra conservatori e progressisti, che é esplosa in questi mesi. Da una parte c’è una destra, un mondo cattolico radicale e un’estrema destra che hanno visto nel matrimonio omosessuale  
un attacco all’istituzione tradizionale della famiglia. Dall’altra una sinistra che ha una visione molto più libera e meno legata alla procreazione”.
 
“La novità di quest’ultimo periodo” ha continuato il giornalista, “sta nella manipolazione che la destra ha fatto della questione, diffondendo paure legate ad idee false, e mobilitando un gran numero di persone. Si assiste inoltre ad un ritorno in campo della Chiesa che in Francia, stato solidamente laico, costituisce qualcosa di sorprendente”.
 
“E’ necessario” per Briand, “spiegare a quanti sono scettici, ma senza diventare strumenti della destra, che non si puo’ costruire la politica sulla paura e che questa riforma, sdrammatizzerà il problema, rendendo normale l’omosessualità e depotenziando l’omofobia” ha concluso Gael Briand.
 
Francesco Ditaranto