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Eutanasia, la dignità clandestina del "riposa in pace"

La storia di un infermiere, diffusa da Matteo Pucciarelli di Repubblica, riapre il dibattito sull'eutanasia


di redazione
Categorie: Politica, Sanità
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In Italia ogni anno si suicidano circa mille malati terminali. Nel solo Ospedale Careggi di Firenze, raaconta un caposala in un articolo su Repubblica, tra i 30 e i 40 malati vengono lasciati morire su richiesta dei famigliari. Per Marco Cappato, dell'associazione Luca Coscioni, l'Italia non può continuare ad ignorare il tema dell'eutanasia.

Parlare di eutanasia, riportare il tema nell'agenda politica è un dovere morale e politico. La libera scelta delle cure (o la possibilità di sottrarsi ad esse) è una questione che non può essere più rimandata secondo Marco Cappato, coordinatore della Campagna per la Legalizzazione dell'eutanasia, e membro dell'associazione Luca Coscioni.

La questione è tornata alla ribalta grazie alla storia di un infermiere dell'ospedale Careggi di Firenze, raccontata da Matteo Pucciarelli di Repubblica. Il caposala, in forma anonima, racconta di come debba affrontare ogni anno tra le 30 e le 40 "eutanasie clandestine", una forma di pietà spesso richiesta dagli familiari dei malati terminali, che consiste nello staccare le macchine che tengono artificialmente in vita i pazienti.

Nel nostro paese, però, come era per l'aborto, questa pratica vive nella clandestinità, rifiutandosi tutti i partiti politici di dibattere sulla proposta di legge d'iniziativa popolare sulla legalizzazione dell'eutanasia, depositata dall'associazione Luca Coscioni, ormai un anno fa. Questo rifiuto rispecchia  la volontà di non riconoscere che un problema, un enorme vuoto, esiste nell'ordinamento del nostro paese. Succede così che ogni anno 1000 malati si suicidino, e basta pensare a quello straordinario gesto di dignità (per molti addirittura un estremo inno alla vita) che fu il suicidio del regista Mario Monicelli.

L'infermiere di Firenze parlando del mantenimento in vita forzato dei pazienti, da credente, si chiede se non sia anch'esso un modo di sostituirsi a Dio, quasi che l'espressione "riposa in pace" assuma un significato diverso da ricercare nella dignità della scelta dell'eutanasia, come considera Cappato, che ricorda inoltre che tutti i cittadini possono firmare per legalizzare l'eutanasia su eutanasialegale.it, per una scelta che è fondamentalmente di libertà.

"La responsabilità dell'attuale situazione è dei politici. Nessuno a questo punto può chiamarsi fuori da una realtà sociale sempre più importante" conclude Marco Cappato.


Ascolta l'intervista a Marco Cappato

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