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Da Treviso a Roma, la scia razzista che nasce da "un allarme pianificato"

Profughi attaccati da estrema destra e residenti, a Treviso la polizia sgombera i manifestanti solidali.


di Andrea Perolino
Categorie: Movimento, Migranti
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A Treviso e a Roma centinaia di profughi sono stati oggetto di attacchi razzisti di Forza nuova, Casa Pound, Lega nord e dei residenti della zona. L'azione di solidarietà di diversi collettivi a Treviso è stata fermata con la forza dalla polizia. Secondo l'Asgi (Studi giuridici sull'immigrazione) il sistema di accoglienza dei rifugiati fa acqua da tutte le parti.

Treviso e Roma, in queste ore, sono attraversate dallo stesso vento di intolleranza, con le proteste anti migranti dei residenti alimentate da forze politiche razziste come Forza Nuova, Casa Pound e Lega Nord. Nella zona nord della capitale, a Casale San Nicola, è scoppiata la protesta all'arrivo di un pullman di profughi nella ex scuola Socrate, con lanci di oggetti e scontri tra i manifestanti e la polizia. A Treviso, invece, i migranti sono stati trasferiti all'ex-caserma "Serena", a cavallo tra i comuni di Treviso e Casier, dopo essere stati ospitati per alcuni giorni in un residence di Quinto di Treviso, scatenando la protesta di un gruppo di residenti scesi in strada per due giorni spalleggiati da Forza nuova, e facendo irruzione in un alloggio portando fuori letti e televisori e dandogli fuoco. Diversi attivisti hanno voluto manifestare solidarietà ai migranti e lo hanno fatto bloccando gli ingressi della prefettura, venendo sgomberati con la forza dalla polizia che ha fermato più di 30 persone.

"La questione parte da molto lontano - sottolinea Monica di Razzismo Stop - parte dalle politiche inesistenti sull'accoglienza della provincia di Treviso. Parte dal fatto che il prefetto di Treviso decide di creare dei ghetti ammassando centinaia di richiedenti asilo in quartieri residenziali, e parte dal fatto che di episodi di gestione indegna di chi scappa dalle guerre e dalle persecuzioni ce ne sono tantissimi". Proprio per queste ragioni questa mattina una sessantina di militanti dei centri sociali e di associazioni antirazziste si sono dati appuntamento davanti alla prefettura per dire "che queste non sono soluzioni, è solo l'idea di gestire l'emergenza alimentando una guerra tra poveri e l'odio razziale - afferma Monica - Ci siamo seduti a terra nell'atrio della prefettura. La risposta è stata l'arrivo della celere che ha attaccato violentemente il presidio ammanettando diversi ragazzi. Tutto questo mentre la sera prima i fascisti di Forza Nuova sono stati liberi di svuotare gli appartamenti destinati ai richiedenti asilo e dare fuoco a tutto. Questi sono i due pesi e le due misure delle istituzioni. È assurdo che gli antirazzisti vengano carcerati mentre i fascisti siano ancora liberi di fare il presidio sotto i palazzi dove dovrebbero essere accolti i richiedenti asilo".

Secondo Asgi (Associazione studi giuridici sull'immigrazione), i conflitti sociali che periodicamente scoppiano nel nostro paese sono innescati dalla mancanza di norme chiare sulla regolamentazione dell'accoglienza: "Solo attraverso un effettivo programma di accoglienza diffuso ed integrato, adeguato al numero dei richiedenti asilo, sarà possibile superare la gravissima situazione attuale caratterizzata da enormi squilibri tra un territorio e l'altro e dalla fuga di responsabilità di molti amministratori locali". Secondo l'associazione, infatti, "se nessuna violenza contro persone giunte nel nostro Paese in fuga da guerre e persecuzioni può essere mai tollerata, gli episodi accaduti a Roma e Treviso, pur nella loro diversità, vanno comunque tenuti in considerazione perché mettono in luce le gravi carenze del sistema di accoglienza vigente".

In altre parole, l'emergenza che vive il nostro paese nella gestione di rifugiati e richiedenti asilo, non nasce da quella che esponenti politici definiscono "invasione", bensì dalla stessa incapacità politica di mettere in campo un efficace sistema di accoglienza. La percentuale di rifugiati per abitante in Italia è dello 0,11% (dati Eurostat 2014), il che testimonia come il problema non sia dato dal numero di persone, ma "dalla mancata programmazione di un sistema di accoglienza diffusa ed integrata sui territori che eviti eccessive concentrazioni e non riproduca logiche di segregazione sociale", spiega Asgi.

"Si tratta di operazioni abilmente costruite a tavolino da parte dei gruppi di ispirazione neofascista che hanno strumentalizzato il disagio della popolazione locale - afferma ai nostri microfoni Gianfranco Schiavone dell'Asgi - Va però sottolineato come il nostro programma nazionale di accoglienza non funzioni, le soluzioni prospettate sono molto lontane da quello che dovrebbe essere un buon sistema di accoglienza. Non si possono sistemare in un unico condominio 100 persone soltanto perché la maggior parte degli appartamenti sono vuoti, questa non è accoglienza integrata sul territorio. Così come non lo è nel caso di Roma, dove si vanno a prendere le solite strutture dismesse dell'estrema periferia per collocare i profughi. Oggi viviamo nel caos, e nel caos c'è chi specula e crea disordine - sottolinea Schiavone - Non è un caso che gli stessi territori che non ospitano rifugiati, o ne ospitano pochissimi, siano gli stessi che gridano all'allarme. È un allarme studiato, pianificato a tavolino".


Ascolta la testimonianza di Monica di Razzismo Stop

Ascolta l'intervista a Gianfranco Schiavone dell'Asgi

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