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Costituzione, "No ad un uomo solo al comando"

Una riflessione sugli attuali attacchi alla Costituzione nata dalla Resistenza.


di Alessandro Canella
Categorie: Politica
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All'interno di "70 volte Resistenza" affrontiamo il tema della Costituzione e degli attacchi che subisce per mano del governo Renzi. Sandra Bonsanti, presidente di Libertà e Giustizia, mette in guardia dall'effetto congiunto della riforma renziana e dell'Italicum: "No al premierato assoluto".

La Costituzione, nata dalla Resistenza, è sotto attacco. Un attacco che non comincia certo ora e che ha portato, nel tempo, già a sostanziali modifiche, ma che oggi vive una nuova minaccia, ancora più grave e violenta.
Fallito il tentativo di stravolgimento di Berlusconi nel 2006, con la sconfitta del referendum confermativo, oggi è Matteo Renzi a voler cambiare l'assetto delle nostre istituzioni, attraverso l'abolizione del Senato e la sua trasformazione in una camera non elettiva.
Contestualmente, la nuova legge elettorale in discussione in Parlamento, con un forte premio di maggioranza al ballottaggio, prefigura uno scenario a dir poco inquietante.

Così la pensa Sandra Bonsanti, presidente di Libertà e Giustizia, che insieme ai colleghi Rodotà, Zagrebelsky e altri, sta conducendo una battaglia in difesa della Carta fondamentale della nostra democrazia.
"Non siamo contrari a qualsiasi cambiamento costituzionale - spiega Bonsanti ai nostri microfoni - ma a come lo si sta facendo ora. Non si può cambiare l'assetto generale delle nostre istituzioni, nato da uno studio di specialisti dell'epoca che avevano pensato a come creare istituzioni che resistessero nel tempo. Ora, invece, si tenta di cambiare la forma repubblicana e parlamentare del nostro assetto istituzionale, quindi un cambiamento dell'impostazione delle istituzioni stesse".

La presidente di Libertà e Giustizia ricorda che la riforma attuale prevede il cambiamento di quasi tutta la seconda parte della Costituzione, abolendo il Senato e trasformandolo "in qualcosa di estraneo al nostro ordinamento, una sorta di dopolavoro per consiglieri regionali e sindaci, nominati da se stessi".
Se a questo si aggiungono i contenuti dell'Italicum, la legge elettorale proposta da Renzi, che prevede un forte premio di maggioranza al ballottaggio per un partito che potrebbe essere minoritario, la situazione si fa ancora più grave.

Le argomentazioni che adducono i promotori dell'Italicum riguardano spesso l'eccessiva macchinosità dell'iter delle leggi, per cui la parola d'ordine è "sveltire". A questo proposito, secondo Bonsanti, sarebbe bastato ridurre il numero dei senatori e dei deputati e precisare i compiti di ciascuna camera, in modo da ottenere una sensibile riduzione dei tempi parlamentari.
"Auspichiamo l'intervento del presidente della Repubblica Mattarella - osserva la presidente di Libertà e Giustizia - che di sistemi elettorali è un esperto, visto che è l'autore del cosiddetto Mattarellum".

Quello che occorre scongiurare è che si arrivi all'attuazione di un sistema istituzionale estremamente semplificato, dove regni un premierato assoluto, con un uomo solo al potere, che nella nostra storia, dopo il fascismo, è sempre stato negato.
"Di fronte ad un nuovo referendum - mette in guardia Bonsanti - la battaglia sarà più difficile rispetto a quanto accadde nel 2006, sia perché nella precedente occasione il fronte in difesa della Costituzione poteva vantare l'appoggio del Pd, che ora vuole la modifica, sia perché i media non aiuteranno, dal momento che sembrano allineati al pensiero unico renziano, sia perché i cittadini sono distratti dalle preoccupazioni per la crisi economica e possono essere tentati dal considerare positiva l'ipotesi di un uomo solo al potere che risolve le cose".


Ascolta l'intervista a Sandra Bonsanti

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