Scandagliando il materiale giunto in redazione per RiArt, la call artistica per la pace e contro guerra e riarmo di Radio Città Fujiko, si può incappare in un partecipante che ha mandato ben tre opere. Si tratta di Marco Giuseppe Toma, giornalista e membro del comitato editoriale di RES Radio Network, che ci ha inviato un’immagine, un video e una canzone.
Diversi i linguaggi e gli stili, comuni le tecniche e il messaggio. Da un lato, infatti, tutte le creazioni sono state realizzando con l’AI, l’intelligenza artificiale, dall’altro il messaggio è solo uno ed è un richiamo alla pace, che va almeno provata: «Try the Peace».
RiArt, l’AI al servizio della pace grazie a Marco Giuseppe Toma
Ai microfoni del nostro Marco Segato, Toma ricostruisce il senso della sua partecipazione a RiArt. «È un paio d’anni, ma soprattutto in questi ultimi mesi mi sono impegnato per combattere ciò che sta accadendo nel mondo – racconta l’artista – Contemporaneamente al lancio di RiArt, io ho cominciato a fare il co-conduttore di un programma radiofonico, quindi ho deciso di partecipare».
Toma racconta che l’ispirazione per i suoi prodotti è istantanea e istintiva, mentre molto più tempo occorre per addestrare l’intelligenza artificiale per ottenere un’opera che risponda alle richieste.
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Il primo contributo è un’immagine, che l’artista definisce «quasi surreale e drammatica». L’immagine digitale (nella copertina di questo articolo) rappresenta un anziano che volteggia in un mondo onirico e utopico e sembra dire: «Una volta mi ricordavo che c’era la pace».
Il secondo lavoro è un video che nasce dalla passione dell’autore per la fantascienza. Nello specifico, Mad Max manda un messaggio dal futuro e avverte tutti quanti: «Non create un futuro distopico. Bastava che cercaste su internet la parola “pace” e avreste potuto evitare…».
Il terzo e ultimo contributo è un brano hip hop. A influenzare l’autore ci sono ascolti tra il rap militante come quello dei Beastie Boys e gli anni ’90 di Lauryn Hill. Il breve brano ha un messaggio inequivocabile: «Try the peace».
ASCOLTA L’INTERVISTA A MARCO GIUSEPPE TOMA:







