Si chiama “Alberelli senza radici ma con amici” la campagna, che ha un’apposita pagina Facebook, per contrastare «il greenwashing urbano» attorno al progetto dei 110 alberi in vaso del Comune di Bologna. A crearla Hansy Lumen, personaggio noto in città per criticare con la satira, spesso con il ricorso all’intelligenza artificiale, l’Amministrazione guidata da Matteo Lepore.
L’ironia è ancora la cifra stilistica della campagna, ma in questo caso c’è di più: la cura. L’idea è quella di utilizzare un meccanismo simile a quello delle adozioni, ma in questo caso si parla dei «110 alberi in vaso (che) languono sotto il sole, senza radici… ma non devono restare senza amici».

Hansy Lumen racconta la campagna per l’adozione degli alberi in vaso

Dopo l’annuncio un paio di settimane fa, che già aveva sollevato critiche per la pochezza della misura a fronte della serietà della crisi climatica e per i 128mila euro di soldi pubblici spesi per l’operazione, venerdì scorso in piazza Nettuno sono stati collocati i primi alberi in vaso.
L’occasione ha ridato il la per critiche e ironie, per il fatto che gli esemplari collocati nei vasi sono piuttosto piccoli e fanno assai poca dell’ombra che ci si aspettava.
Il sindaco Matteo Lepore continua a difendere l’operazione e lo fa nonostante siano anche esperti della materia a constatare che il progetto potrà avere una portata quasi nulla.

«Il senso della campagna “Alberelli senza radici ma con amici” è non lasciare trascurato un alberello in un vaso in una piazza, seguire un po’ il suo ciclo di vita, documentarlo, esortarlo con piccoli post-it, dargli un nome, condividere i ricordi. Seguirlo insomma in tutta la fase che lo accompagnerà alla messa in dimora nel giardino delle scuole», spiega ai nostri microfoni Hansy Lumen.
L’autore della campagna sottolinea che il rischio che quegli alberi non sopravvivano è grosso, a meno che la manutenzione sia ottima. Di qui l’idea di una campagna, che pur criticando quella che viene definita «un’operazione di marketing» del Comune, provi a cambiare le sorti di quelle piante.

Per l’occasione è stata creata anche un’apposita pagina Facebook, dove tutti coloro che decideranno di aderire alla campagna potranno postare i propri monitoraggi sugli alberi in vaso nel centro di Bologna.
Sulla pagina è anche presente una sorta di guida in sei punti su come aderire, che prevede azioni quali la scelta di quello che viene definito “albero-vagante”, il dargli un nome, le visite da fargli, il monitoraggio del suo stato di salute, la condivisione sui social e la verifica che la messa a dimora nei giardini delle scuole avvenga senza conseguenze sull’albero stesso.

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