La procura di Torino ha chiesto 8 mesi di carcere per lo scrittore Erri De Luca, a processo con l’accusa di istigazione a delinquere per aver sostenuto che è giusto sabotare i cantieri della Tav. Gonnella (associazione Antigone): “retaggio di un sistema penale che risale al fascismo”.

Aveva sostenuto che la lotta della Val di Susa contro la Tav è una legittima difesa, anche quando vengono messi in atto dei sabotaggi ai cantieri. E ora Erri De Luca rischia di pagare con otto mesi di reclusione quelle affermazioni: è quanto chiesto dalla Procura di Torino nel processo che lo vede imputato per istigazione a delinquere. Secondo il pm Antonio Rinaudo, infatti, le parole di De Luca sono “dirette a incidere sull’ordine pubblico” e “ha sicuramente incitato a commettere reati”.

Di fatto, lo scrittore rischia il carcere per avere espresso la propria opinione. “Mi sembra spropositato, fuori luogo, fuori tempo e fuori da un modello democratico – commenta Patrizio Gonnella, presidente dell’Associazione Antigone – È una retorica antica quella per cui se hai un ruolo pubblico non devi parlare perché sennò diventi immediatamente cattivo maestro. Mette in luce un nostro sistema penale che ancora ha retaggi antichi, non a caso il nostro codice risale al 1930“.

Per Gonnella, ma non solo, si tratta di un processo alla libertà di espressione: “Dire istigazione a delinquere equivale a dire che è un vero e proprio delitto di opinione – afferma Gonnella – che farà sorprendere e sorridere tragicamente i cultori della democrazia di altri paesi. Non è cosa comune che uno degli scrittori più affermati a livello internazionale venga messo in galera”. “Erri De Luca non è un intellettuale da salotto – continua il presidente di Antigone onlus – sta dalla parte degli ‘ultimi’, dei migranti, dei vagabondi, di chi sta in carcere e nei centri di accoglienza per profughi. Si tratta di un tentativo di far tacere un intellettuale non snob, ma capace di parlare alla gente“.

Se Erri De Luca è “vittima di un codice penale dell’era fascista”, occorre osservare con attenzione le prossime mosse del Parlamento e del Governo. In questi giorni la Camera dei Deputati sta infatti discutendo un disegno di legge delega di riforma del codice penale, di procedura penale e dell’ordinamento penitenziario. Come spiega Gonnella, “c’è una discussione in cui si intravedono filosofie opposte, da un lato una maggiore umanizzazione del sistema delle pene, e dall’altro un inasprimento delle pene per chi commette piccoli reati contrpo il patrimonio. Bisognerebbe ridare coerenza alle norme, ma in questa legge delega non c’è traccia di una riforma organica del codice penale. Noi abbiamo bisogno di un nuovo codice penale, quello che abbiamo risale all’era fascista“.