Il suo nome gioca con la celebre università inglese, ma in realtà si trova sulla montagna fiorentina e si propone in antitesi alle teorie neoliberiste che vengono veicolate anche nel settore accademico tradizionale. È la Londa School of Economics, un centro di formazione, ricerca e sperimentazione che si trova a Londa, paesino sull’Appennino tosco-romagnolo, al limitare del parco delle foreste casentinesi.
Il prossimo 2 aprile la scuola terrà un open day online per presentare i corsi del 2026.
L’open day della Londa School of Economics: dalle aree interne una critica ai modelli economici
La Londa School of Economics, spiega ai nostri microfoni la coordinatrice Alessandra Zagli, è nata con l’obiettivo di, «da un lato, spostare i centri di competenza dalle città ai luoghi dove c’è più necessità, e dall’altro di ripensare i modelli, cambiare prospettiva e ripensare anche le dinamiche di abbandono e spopolamento che caratterizzano le aree interne».
Il presupposto è la presa d’atto che l’attuale modello di sviluppo, economico ma anche sociale, non funziona: «Di fronte alle crisi in cui siamo immersi è evidente che i modelli liberisti non funzionano, i modelli di governi che accentrano non funzionano», sottolinea Zagli.
Il titolo dell’evento del 2 aprile è “Oltre i margini: l’Economia che rigenera i Luoghi”. Il sottotesto è la possibilità concreta di un’economia che non si limita a consumare risorse, ma sceglie di “seminare” valore nei territori.
Il momento clou dell’evento sarà il collegamento speciale “Londa chiama Londra”. Interverrà infatti Andrés Rodríguez-Pose, docente di Geografia Economica presso la ben più nota London School of Economics. Al centro del dibattito, una tesi fondamentale per il futuro del continente: la tenuta dell’Europa dipende dalla capacità di ridare vita e centralità a quei territori oggi considerati “marginali”.
Di aree interne, anche in relazione all’analisi dei flussi elettorali, negli ultimi anni si è parlato molto. Ma nessuna forza politica, almeno per quanto riguarda quelle nazionali, sembra avere ricette per sostenere comunità e paesi che si spopolano o scivolano in crisi economiche e sociali.
Proprio Londa, qualche tempo fa, vide la clamorosa protesta del sindaco, che si incatenò all’interno di una banca dopo che l’istituto di credito aveva annunciato la chiusura della filiale. Più di recente, invece, il piccolo Comune ha fatto parlare di sè per l’opposizione al progetto del parco eolico che insiste sul territorio.
«Questi luoghi o non sono interessanti per il capitale economico, perché non ci sono abbastanza numero per mantenere i servizi, o diventano interessanti quando il capitale può estrarre valore a scapito dell’equilibrio ambientale e sociale». Attorno a questi e a altri temi ruota la riflessione che viene proposta dalla scuola.
ASCOLTA L’INTERVISTA AD ALESSANDRA ZAGLI:







