Mentre il “mainstream” del mondo politico pensa già alle elezioni comunali della primavera 2027, con candidature, come quella dell’imprenditore Alberto Forchielli, che si sono già presentate come competitor dell’attuale sindaco Matteo Lepore, chi in questi anni è stato protagonista di battaglie e vertenze a Bologna prova a convergere e confrontarsi per costruire un’alternativa, un «blocco sociale».
È questo il senso di “Un’altra idea di città per un’altra idea di società”, l’assemblea pubblica che si svolgerà a partire dalle 15.30 di domenica prossima, 14 dicembre, nella sala consigliare del Quartiere Porto-Saragozza in via dello Scalo 21.
L’assemblea pubblica per costruire un’alternativa e “un’altra idea di città”
L’assemblea nasce da un appello che è stato sottoscritto da oltre settanta persone, tra le quali molte protagoniste di vertenze e contestazioni alle attuali politiche di Palazzo D’Accursio e della giunta comunale. L’appello, in particolare, denuncia le emergenze che attraversano Bologna: caro-alloggi, cantieri invasivi, degrado ambientale e turismo eccessivo. Nel testo si sottolinea come l’area metropolitana, tra le più costose d’Italia, soffra salari stagnanti e servizi sempre più cari, mentre pochi traggono profitto. L’aumento dei costi è imputato a politiche e amministrazioni locali e viene rivendicata la necessità di una resistenza sociale, richiamando lotte ambientali e del lavoro.
«Oggi volere istituzioni dei cittadini, delle persone e dei lavoratori è diventato un’eresia – spiega ai nostri microfoni Michele Terra, uno dei promotori dell’assemblea – tutto è al servizio del capitale».
Di qui l’idea di un confronto ampio, capace di costruire un’alternativa centrata sui bisogni reali dei cittadini. Ma per farlo si è scelto di evitare le strade già tentate in passato. L’appello, infatti, non è sottoscritto da sigle di partito, ma da singoli cittadini, che a volte non la pensano allo stesso modo su tutti i temi, ma che concordano nel bisogno di un’alternativa.
Allo stesso modo, spiega Terra, «vogliamo lasciare le elezioni del 2027 sullo sfondo, non vogliamo che siano al centro del confronto».
Tra i firmatari figurano sindacalisti, tra i quali coloro che stanno combattendo per il salario accessorio dei dipendenti comunali, ma anche esponenti di comitati ambientalisti che in questi anni hanno lottato contro progetti comunali che producevano abbattimento di alberi e consumo di suolo. Così come sono presenti consiglieri comunali dell’area metropolitana, che vivono problematiche simili anche fuori dal territorio comunale di Bologna.
L’obiettivo dell’assemblea è quello di «riallacciare i nodi» di questi diversi fronti e farli dialogare fra loro per costruire un’idea alternativa di città e di società rispetto a quella che le amministrazioni al governo attualmente hanno saputo produrre.
ASCOLTA L’INTERVISTA A MICHELE TERRA:







