Ogni impresa, specialmente se si tratta di una PMI, non può prescindere dall’attività del controllo di gestione. Monitorare con costanza l’operato aziendale è fondamentale per migliorare il rendimento e la produttività, grazie all’ottimizzazione di tutte le risorse a disposizione. In linea generale, dunque, il controllo di gestione è quell’insieme di attività che consentono alle aziende di avere un feedback riguardo le performance interne, al fine di individuare eventuali criticità e migliorare le strategie di business.

Ma se questo tipo di attività è di routine in ogni azienda, è solo negli ultimi anni che la digitalizzazione sta investendo in maniera massiccia il mondo del controllo di gestione, modificandone regole e strategie. Sistemi di intelligenza artificiale, business intelligence, software di analisi tecnologicamente avanzatissimi, gli strumenti a disposizione della aziende sono numerosi e possono fare la differenza. In questo articolo si analizzano i principali cambiamenti introdotti dall’ingresso del tech nell’ambito del controllo di gestione e si evidenziano quali sono le competenze che ad oggi vengono richieste a chi desidera avvicinarsi al mestiere.

Cos’è e cosa comporta la digital disruption

L’espressione digital disruption può essere tradotta in italiano con “sconvolgimento digitale”, un processo destinato a cambiare lo status quo delle aziende. La messa a punto di questo concetto parte da lontano, siamo nel 1995 quando ne viene coniata una prima versione: in un articolo del 1995 pubblicato sull’Harvard Business Review, gli autori Clayton Christensen e Joseph Bower parlavano di un rivoluzionario modello di business “dirompente”, volto a stravolgere totalmente l’utilizzo di prodotti e servizi da parte dei consumatori e, dunque, il funzionamento del mercato. In particolare, si faceva riferimento a quelle aziende che non rispondono semplicemente ai bisogni attuali del mercato, ma ne creano di nuovi anche grazie a un attento studio della psicologia delle persone. Pensiamo agli smartphone, che in breve tempo hanno rivoluzionato non soltanto il mondo della tecnologia, ma anche quello della socialità. Il mercato richiede novità e accelerazioni a vista d’occhio, pertanto ottimizzare i processi per massimizzare il rendimento diventa fondamentale. Per far questo la tecnologia viene in soccorso delle aziende, soprattutto per quanto riguarda procedimenti complessi quali l’analisi dei dati.

Business intelligence e analisi dei dati

Lo studio dei dati, siano essi predittivi o consuntivi, è fondamentale per la produttività di un’azienda. Per organizzare al meglio il proprio piano di lavoro, i controller devono confrontarsi con una mole di dati immensa e spesso ingestibile manualmente. Alcune ricerche americane dimostrano che negli ultimi anni si è generato più del 90% dei dati esistenti, questo significa che rispetto a un tempo chi si occupa di controllo di gestione deve necessariamente adottare nuove strategie per muoversi in questo universo sconfinato. I sistemi di business intelligence aiutano i controller a processare l’enorme mole di dati aziendali ricorrendo all’automazione, il loro impiego appare ad oggi l’unica strada percorribile.

Le nuove competenze del controller nella rivoluzione digitale

Alla luce di quanto detto finora, risulta evidente che la figura del controller è stata interessata da cambiamenti significativi negli ultimi anni. Non è vero che in futuro non ci sarà più bisogno di figure professionali di questo tipo perché saranno le macchine a fare tutto, semplicemente sarà necessario che il personale sia formato in maniera adeguata e sappia orientarsi fra le nuove regole dettate dalla rivoluzione tecnologica.

Nell’ultimo incontro “Digital financial controlling and intelligence automation”, organizzato da Assocontroller, è emerso quanto sia importante che i professionisti del controllo di gestione siano in grado di confrontarsi con gli strumenti di digitalizzazione avanzata. Questo aspetto è stato annoverato tra i fattori fondamentali per la buona riuscita del Pnrr, considerando che molti dei manager intervistati hanno dichiarato l’esigenza di introdurre nelle aziende competenze professionali diverse per quanto riguarda il controllo aziendale. E proprio la stessa Assocontroller, prestigiosa associazione di operatori del controllo di gestione, è attiva nel settore della formazione di professionisti in quest’ambito. Pensiamo, ad esempio, ai  master in Controllo di gestione di alcune Business School che si svolgono sotto il patrocinio di Assocontroller, è uno dei modi attraverso i quali l’associazione si impegna a incentivare la formazione dei nuovi professionisti indirizzandola verso percorsi formativi orientati all’innovazione digitale.

Ma quali sono i principali punti che un controller deve tenere a mente alla luce della recente rivoluzione digitale? Sicuramente la conoscenza di artificial intelligence e machine learning per automatizzare i processi, la capacità di padroneggiare gli algoritmi di predictive planning, ma anche l’impiego delle tecnologie blockchain, grazie alle quali si può ottenere un registro di contabilità condiviso dove trasmettere informazioni in maniera immediata e facilitarne la tracciabilità. Quello che è certo è che un aggiornamento professionale costante in quest’ambito è fondamentale per tenere il passo con gli innumerevoli cambiamenti che le innovazioni tecnologiche introducono continuamente nella realtà del controllo di gestione.

Articolo precedenteLe Interviste di Easy Pop. Puntata numero 1. Davide Tosches
Articolo successivoCollagene – proteine culturali torna per una seconda edizione ricca di arte sperimentale