La cancellazione di alcune corsie preferenziali annunciate dal sindaco Merola e dall’assessore Priolo è stata presentata come una misura per “recuperare tempi di vita” dei cittadini. È così oppure si tratta di marketing politico per vendere uno sconto alle automobili, nella speranza di recuperare consensi? Salvaiciclisti: “Abuso di credulità popolare”.

La settimana scorsa il sindaco Virginio Merola e l’assessora alla Mobilità Irene Priolo hanno presentato alla stampa alcune significative modifiche del piano del traffico, che prevedono la cancellazione di 4 corsie preferenziali in città, la possibilità per i motorini di percorrerne altre e l’accensione di alcuni altri punti di telecontrollo Rita.
In particolare, del 6 febbraio saranno revocate le corsie riservate di via Vittorio Veneto (tratto da via Col di Lana a via Gorizia); via Dagnini (da via degli Orti a via Ruggi); viale Masini (da via Capo di Lucca a via Matteotti); via Saragozza (da Piazza di Porta Saragozza a via Nosadella).

Il proposito ufficiale della Giunta – come da comunicati stampa – è il recupero dei tempi di vita dei cittadini che, secondo Merola e Priolo, in questo modo non trascorrerebbero lunghi minuti imbottigliati nel traffico.
La misura è un evidente tentativo di riappacificazione con quei settori dell’elettorato che costrinsero Merola al ballottaggio con Lucia Borgonzoni alle scorse elezioni amministrative. Dalle analisi post-voto, infatti, emerse che il tema della mobilità era una delle ragioni di maggior scontento. Più che recupero dei tempi di vita, infatti, la misura sembra cercare un recupero dei consensi dell’Amministrazione Merola.

Presentare modifiche significative ma limitate e di certo non rivoluzionarie del piano traffico come un atto per il recupero dei tempi di vita assomiglia tanto ad una semplice (e un po’ banale) operazione di marketing politico.
Se nelle quattro vie interessate dalla cancellazione delle corsie preferenziali la circolazione potrebbe essere un po’ più fluida dato l’allargamento delle carreggiate percorribili, tuttavia non è detto che sia sufficiente a raggiungere l’obiettivo dichiarato.
Per ridurre il traffico – ma anche l’inquinamento! – in città occorre ridurre il numero di veicoli presenti in strada e ciò non si ottiene dando loro la possibilità di circolare ancor più liberamente.

Tutto ciò è stato rilevato dall’ex assessore alla Mobilità, Andrea Colombo, “sacrificato” da Merola in favore di Priolo. “Per fare guadagnare tempo ai bolognesi – osserva Colombo – dovremmo rendere sempre più veloce, puntuale e affidabile il servizio di trasporto pubblico. Tra le due, quindi creare più corsie preferenziali, non eliminare alcune di quelle esistenti o riempirne altre di veicoli estranei, come motorini, macchine dei residenti, car sharing, auto elettriche, e così via. Quale è l’idea di città e di mobilità che abbiamo e che vogliamo trasmettere ai cittadini?“.

Della stessa idea di Colombo è anche l’associazione Salvaiciclisti, che in un post su Facebook critica la scelta parlando addirittura di “abuso di credulità popolare“.
Il beneficio calcolato per chi percorrerà in auto privata quei tratti è di 1 minuto – scrivono gli attivisti delle due ruote – 1 minuto guadagnato e 3 anni di aspettativa di vita persa grazie all’inquinamento (secondo i dati di mortalità della Commissione Europea), in uno dei territori più inquinati del continente”.
E ancora: “Il vero guadagno è 1 minuto in meno per il singolo a scapito dei minuti che perderanno coloro che usano il trasporto pubblico, che comunque è un tempo di maggior valore, che può essere impiegato a leggere, a chiacchierare con i propri figli e cari, a parlare con gli altri. Quale guadagno per la qualità della vita chi abita in quelle strade, che verranno invase dal traffico, dall’inquinamento e dal rumore assordante? Questo è abuso della credulità popolare”.

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