Il futuro dei Prati di Caprara entra in una nuova fase di confronto istituzionale. La Giunta comunale di Bologna ha approvato un protocollo d’intesa con Invimit Sgr, la società di gestione del risparmio interamente partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, per avviare il percorso di definizione di un progetto di rigenerazione dell’area.
L’obiettivo dichiarato è differenziare gli interventi tra le due porzioni del comparto: tutelare il bosco urbano dei Prati Est e riqualificare la parte ovest, concentrando gli interventi sulle aree già edificate e recuperando edifici e volumetrie esistenti.
L’approvazione del protocollo non definisce ancora un progetto esecutivo, ma segna l’avvio di un confronto tecnico e amministrativo finalizzato alla possibile stipula di un accordo operativo. È prevista la costituzione di un gruppo di lavoro al quale, oltre al Comune e a Invimit, potranno partecipare altri soggetti pubblici e privati interessati allo sviluppo dell’area. Le adesioni saranno raccolte attraverso un apposito avviso predisposto congiuntamente.
«Ci siamo dati 18 mesi di tempo per arrivare a un accordo operativo – spiega l’assessore comunale all’Urbanistica Raffaele Laudani – dopo un percorso in cui sentiremo chi ha presentato manifestazioni di interesse e coinvolgeremo chi sia interessato al futuro dell’area».
Prati di Caprara: a est la tutela del bosco urbano
Per il comparto orientale, il protocollo prevede interventi finalizzati alla tutela e alla valorizzazione del bosco urbano esistente. L’area dovrebbe essere riconosciuta come uno spazio a prevalente vocazione naturalistica, destinato alla libera evoluzione degli ecosistemi e alla fruizione pubblica.
La salvaguardia del verde rappresenta dunque uno degli elementi centrali dell’impostazione proposta, che distingue il destino della parte orientale da quello del comparto occidentale, dove la rigenerazione dovrebbe svilupparsi soprattutto attraverso il recupero del patrimonio edilizio già presente.
La salvaguardia del verde, ha riconosciuto Laudani, è merito anche delle battaglie cittadine, tra cui quella del comitato Rigenerazione No Speculazione, che hanno fatto maturare sensibilità nuove in città.
A ovest spazio a case per i sanitari, cultura, formazione e ricerca
Per i Prati Ovest, il progetto punta su un mix di funzioni prevalentemente di interesse pubblico, con particolare attenzione agli ambiti della salute, della formazione, della cultura e della ricerca. Il recupero degli edifici e delle volumetrie esistenti dovrebbe consentire di concentrare gli interventi nelle aree già costruite, limitando il coinvolgimento delle porzioni verdi.
Accanto alle attività di interesse pubblico, il protocollo contempla funzioni residenziali e ricettive di supporto. Tra queste figurano abitazioni a canone convenzionato destinate a operatori sanitari e lavoratori dei servizi pubblici essenziali, quote di edilizia residenziale sociale (Ers) in locazione permanente e strutture per soggiorni temporanei a servizio dell’Ospedale Maggiore.
L’intesa conferma inoltre l’impegno di Invimit a sviluppare soluzioni abitative a canone calmierato, in linea con la missione del Piano Casa. In misura minoritaria potranno trovare spazio anche altre funzioni residenziali, commerciali e direzionali.
Al percorso di confronto aderiscono anche la Fondazione Golinelli e l’Azienda Usl di Bologna, che hanno già comunicato a Invimit manifestazioni di interesse per il comparto occidentale.
La Fondazione Golinelli guarda allo sviluppo di attività nei settori della cultura, dell’educazione, della ricerca e dell’innovazione. L’Ausl di Bologna, invece, è interessata alla realizzazione di un polo dedicato all’integrazione logistica e tecnologica delle aziende sanitarie metropolitane.
Le proposte si inseriscono, secondo quanto comunicato dal Comune, nel quadro dei principi e degli obiettivi individuati per la rigenerazione dell’area.
Il protocollo apre quindi una fase di elaborazione e confronto nella quale dovranno essere precisati contenuti, modalità e caratteristiche degli interventi. Il passaggio successivo sarà la definizione condivisa di un eventuale accordo operativo, sulla base delle linee di indirizzo già individuate: tutela del bosco urbano a est e recupero delle aree edificate a ovest, con una prevalenza di funzioni pubbliche e servizi legati alla salute, alla conoscenza e alla ricerca.
A commentare il protocollo è Coalizione Civica, che parla di «un risultato, tutt’altro che scontato, che andrà verificato sulla base degli ulteriori atti e dei fondi che saranno necessari per la tutela concreta del bosco e dei progetti che saranno presentati sull’area ovest». In un comunicato, la forza politica rivendica come un successo politico l’intesa, definendola il traguardo di un percorso iniziato all’opposizione al fianco del comitato “Rigenerazione No Speculazione” e concretizzato in giunta con l’assessore Laudani. La forza delle mobilitazioni ha imposto la tutela del bosco nel programma di centrosinistra, ribaltando i vecchi piani cementificatori. La forza politica avverte però che monitorerà l’effettiva destinazione di risorse e atti futuri.
ASCOLTA L’INTERVISTA ALL’ASSESSORE RAFFAELE LAUDANI:







