L’associazione di senza fissa dimora evita che due famiglie e sei bambini perdano la casa. Ottenuto il rinvio degli sfratti esecutivi. Piazza Grande affitterà due alloggi per le famiglie. Tortelli: “Anche a Bologna c’è il rischio della povertà infantile”.

Piazza Grande, l’associazione a difesa dei senza fissa dimora, ha salvato due famiglie, con tre figli ciascuna, dalla strada. Le due famiglie, infatti, erano incorse in altrettanti sfratti esecutivi a causa delle difficoltà nel pagare l’affitto, dovute alla perdita del lavoro dei genitori.
Grazie alla mediazione dell’associazione, quest’oggi gli ufficiali giudiziari hanno concesso una proporoga all’esecuzione dello sfratto per consentire ai due nuclei di effettuare il traloco in altri alloggi, affittati dalla stessa Piazza Grande.

“Piuttosto che una politica generica e generalista, invece di spendere ingenti risorse con erogazioni monetarie – sostiene Alessandro Tortelli, presidente dell’associazione – lavorare sulle singole persone può permettere di individuare anche le risorse a disposizione della famiglia, costruendo con essa un patto di fiducia reciproca”.
Per i casi in questione, infatti, il Comune spendeva complessivamente 1800 euro per l’affitto e la stessa pratica di sfratto è venuta a costare molto di più rispetto a quanto avrebbe dovuto sostenere nei mesi successivi l’Amministrazione.
In entrambe le famiglie, infatti, la morosità si è venuta a creare a causa della perdita del lavoro di un componente della famiglia. “Ora le persone hanno trovato lavoro, quindi pagheranno regolarmente a noi l’affitto”, spiega Tortelli.

Resta il fatto che la nuova emergenza in città è quella che vede protagoniste intere famiglie che rischiano di finire in strada in conseguenza della crisi economica. Un fenomeno che, secondo Piazza Grande, sta crescendo in modo esponenziale.
In particolare ciò che più preoccupa l’associazione è il rischio di povertà infantile. “In Italia il 30% dei minori sono a rischio povertà, una delle percentuali più alte in Europa – avverte Tortelli – Anche in una città ricca come Bologna ci sono bambini che vivono l’angoscia di uno sfratto o che devono mangiare lo stretto necessario per poter arrivare a fine mese”.
Una condizione che dovrebbe indignare: “Una società che non protegge i suoi figli è una società che non ha futuro. Anche Bologna rischia di non avere futuro”.