Le feste natalizie, spesso associate a momenti di serenità e convivialità, rappresentano invece un periodo critico per molte donne vittime di violenza domestica. Secondo i dati del Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia-Romagna, almeno il 75% delle donne che si rivolgono alle strutture nella nostra regione lo fanno perché subiscono violenza da parte di partner o famigliari.
Per questa ragione il Coordinamento diffonde un vero e proprio vademecum per sensibilizzare e guidare chiunque voglia offrire supporto in situazioni difficili.
Il vademecum contro la violenza di genere durante le feste di Natale
I numeri parlano chiaro: delle 4.467 donne che si sono rivolte ai Centri Antiviolenza dell’Emilia-Romagna nei primi dieci mesi del 2024, il 62,3% ha denunciato violenze subite dal partner, il 15,9% dall’ex partner e il 10% da un familiare. La situazione si aggrava durante le festività, quando i pranzi e i cenoni costringono le donne a passare più tempo con l’uomo maltrattante.
Un caso recente a Guastalla, in provincia di Reggio Emilia, lo dimostra tragicamente: un ex partner ha tentato di uccidere una donna a coltellate dopo averla convinta a incontrarlo per scegliere i regali di Natale. Episodi come questo mettono in luce una dura verità: per molte donne, il pericolo maggiore non sono gli sconosciuti, ma gli uomini a loro più vicini.
Le festività possono anche essere un’occasione per i familiari o gli amici di individuare situazioni di violenza, ma è fondamentale sapere come agire per non peggiorare la situazione. Ecco perché il Coordinamento dei Centri Antiviolenza sottolinea alcuni principi chiave. In particolare, non bisogna mai sostituirsi alla volontà della donna, poiché intervenire direttamente contro l’uomo aggressore può aumentare il rischio per la vittima.
Una seconda indicazione è quella di offrire supporto, ma con discrezione. Nello specifico è essenziale avvicinarsi alla donna lontano dal maltrattante e fornirle i contatti del Centro Antiviolenza. Nel farlo è bene chiarire che rivolgersi al centro antiviolenza non comporta obblighi di denuncia, informazione cruciale per non spaventare la vittima.
Inoltre ci si può offrire di accompagnare la donna al centro o aiutarla a trovare un momento sicuro per farlo.
Nel vademecum si spiega anche che gli uomini maltrattanti tendono ad isolare le donne dalle proprie relazioni familiari ed amicali. È importante quindi evitare il più possibile di contribuire a questo meccanismo.
Infine, il periodo Natalizio può essere molto doloroso e difficile anche per le donne che sono già uscite da situazioni di violenza: da una parte si sentono in colpa per aver interrotto la relazione con il maltrattante (il 90% delle donne che si rivolgono ai centri subiscono anche violenza psicologica, che le porta a credere di essere la causa del comportamento violento agito dal maltrattante). Dall’altra spesso sono sole perché la famiglia e gli amici, quando non si sono addirittura allontanati, frequentemente assumono un comportamento a dir loro “neutrale”, non rendendosi conto che in situazioni di violenza dichiararsi “neutrali”, di fatto, significa favorire il violento e alimentare il senso di colpa e di isolamento emotivo nelle donne che hanno intrapreso il difficile percorso di uscita dalla violenza.
Un messaggio importante del Coordinamento è che i centri antiviolenza restano operativi anche durante le festività. Le donne possono contattarli via telefono o WhatsApp per ricevere informazioni, valutare il rischio o intraprendere un percorso di aiuto. In caso di emergenza, anche un terzo può chiamare per ricevere indicazioni su come comportarsi.
Sul sito del Coordinamento, in una apposita pagina, sono elencate tutte le strutture presenti in Emilia-Romagna, con relativi numeri di telefono da contattare.
ASCOLTA L’INTERVISTA A LAICA MONTANARI, PRESIDENTE DEL COORDINAMENTO:







