Dal 31 gennaio al 6 aprile 2026 il Salone degli Incamminati della Pinacoteca Nazionale di Bologna ospita More Than This, una mostra che riunisce oltre quaranta opere su tela e su carta di dodici artisti formatisi all’Accademia di Belle Arti di Venezia.

Il progetto è promosso da Fondazione Coppola e dai Musei Nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna, in collaborazione con l’Accademia veneziana, ed è curato da Daniele Capra.

Dodici artisti emersi dall’Atelier F

La mostra propone una ricognizione critica su quella che negli ultimi anni è stata riconosciuta come una delle esperienze più significative della pittura contemporanea italiana: la cosiddetta Scuola di Venezia sviluppatasi all’interno dell’Atelier F dell’Accademia di Belle Arti.

Sono dodici gli artisti coinvolti: Thomas Braida, Chiara Calore, Francesco Cima, Nebojša Despotović, Jingge Dong, Beatrice Gelmetti, Chiara Peručh, Paolo Pretolani, Adelisa Selimbašić, Danilo Stojanović, Aleksander Velišček e Maria Giovanna Zanella. Ognuno di loro ha già attirato l’attenzione della critica e delle istituzioni, anche grazie al progetto La Scuola di Venezia, ospitato dalla Fondazione Coppola tra maggio e ottobre 2025.

Un metodo condiviso e un linguaggio pittorico plurale

More Than This non identifica una scuola in senso stilistico. Piuttosto, ne mette in luce l’approccio metodologico. La relazione tra artista e opera viene intesa e vissuta come un dialogo costante, paritario e spesso spigoloso, in cui l’immagine non nasce da un progetto rigidamente definito, ma da una continua negoziazione durante il processo pittorico. La fucina di tutto è l’Atelier F, col suo metodo collaborativo, basato su scambi orizzontali e non competitivi: le opere sono costantemente visibili, discusse e condivise, rendendo il lavoro individuale un patrimonio di tutti. Un modello che richiama l’idea di una vera e propria intelligenza comune. L’Atelier F è strettamente legato proprio a un suo metodo di lavoro fondato sull’uguaglianza e sulla condivisione del sapere, e imperniato su quello che può essere definito, senza forzature ideologiche, un vero e proprio comunismo della conoscenza. Un sistema in cui tutti danno e tutti ricevono, indipendentemente dal grado di esperienza, e in cui il vantaggio prodotto dal confronto viene distribuito e condiviso collettivamente. In questo contesto non esistono gerarchie rigide: si può imparare tanto dall’artista più maturo quanto dagli ultimi entrati. Un assetto reso ancora più evidente dall’assenza di una stratificazione didattica e temporale. Non vi è infatti separazione tra corsi triennali e bienni specialistici, e il giovane artista appena iscritto conduce la propria ricerca fianco a fianco con chi è prossimo alla conclusione del proprio percorso formativo.

Il titolo More Than This allude sia all’importanza del lavoro del singolo all’interno di un contesto relazionale, sia alla ricchezza dei linguaggi espressivi presenti in mostra. Le opere spaziano da una pittura dal gusto surreale a suggestioni metafisiche, da una figurazione fortemente emotiva a forme di astrazione fluida e in espansione. Ne emerge un panorama articolato, capace di restituire la complessità di una generazione che utilizza la pittura come spazio di confronto, sperimentazione e ricerca condivisa.

L’inaugurazione avrà luogo il 30 gennaio alle ore 17. L’esposizione sarà aperta dal 31 gennaio al 6 aprile.