È forte la preoccupazione della Fp-Cgil di Bologna per il futuro del Centro di Ricerca sul Cancro “Cesare Maltoni”, gestito dalla Cooperativa Sociale Onlus Istituto Ramazzini. Al centro dell’allarme sindacale c’è l’attuale vuoto gestionale determinato dall’assenza del Direttore dell’Area Ricerca e dalla mancata comunicazione di un sostituto e del nuovo assetto organizzativo.
Una situazione che, secondo il sindacato, solleva interrogativi urgenti e che finora non ha trovato risposte: «Le richieste formali inviate dall’organizzazione sindacale non hanno ricevuto alcun riscontro», spiega ai nostri microfoni Manuel Mesoraca della Fp-Cgil, parlando di un silenzio giudicato “inaccettabile”.

All’Istituto Ramazzini manca il direttore scientifico: l’allarme della Cgil

L’Istituto Ramazzini è riconosciuto come un’eccellenza internazionale nel campo dell’oncologia sperimentale e della prevenzione ambientale. Fondato sull’eredità scientifica del professor Cesare Maltoni, l’Istituto si è storicamente distinto per l’indipendenza della ricerca e per l’impegno nella tutela della salute pubblica contro i rischi legati all’esposizione a sostanze cancerogene. Celebri sono gli studi che hanno riguardato il glifosato e l’aspartame, solo per fare due esempi.
Un patrimonio che, secondo il sindacato, appartiene non solo al territorio bolognese ma all’intera comunità scientifica.

Tre i punti principali alla base dell’allarme lanciato dalla Fp-Cgil. Il primo riguarda la continuità scientifica: un possibile cambio di rotta nella direzione potrebbe mettere a rischio le linee di ricerca storiche e l’autorevolezza dei progetti in corso, compromettendo il posizionamento del centro a livello globale.
Il secondo nodo è la tenuta occupazionale. L’incertezza gestionale, sottolinea il sindacato, si riflette inevitabilmente sui lavoratori. Da qui la richiesta di garanzie formali sul mantenimento dei livelli occupazionali e sul rispetto delle competenze professionali, evitando di attribuire responsabilità gestionali improprie che potrebbero incidere negativamente su sicurezza, salute e produttività.
Infine, le prospettive industriali e finanziarie: il sindacato chiede chiarezza sugli investimenti previsti per il prossimo triennio e sulle strategie per garantire la sostenibilità economica dell’Istituto Ramazzini senza intaccarne la missione sociale e la qualità del lavoro.

«Non permetteremo che una risorsa così preziosa per la nostra regione venga indebolita da visioni poco chiare o da logiche di ridimensionamento – dichiara la segreteria della Fp Cgil – Il Centro di Ricerca sul Cancro Cesare Maltoni deve restare un presidio di scienza libera e indipendente, oltre che un luogo di lavoro dignitoso e tutelato. La ricerca non si fa con i tagli, ma con la programmazione e il rispetto di chi ogni giorno mette le proprie competenze al servizio della salute collettiva».
Il sindacato annuncia che continuerà a monitorare con attenzione ogni passaggio relativo alle nuove nomine e alle future strategie aziendali, chiedendo l’apertura immediata di un tavolo di confronto con i vertici dell’Istituto Ramazzini per ottenere rassicurazioni concrete sul futuro industriale del Centro e sulla salvaguardia di tutti i posti di lavoro.

ASCOLTA L’INTERVISTA A MANUEL MESORACA: