A Bologna scoppia una polemica attorno al passaggio dell’icona della Madonna di San Luca in una scuola della Bolognina. Il Comitato genitori delle scuole dell’infanzia comunali Grosso esprime “profonda preoccupazione” per l’iniziativa prevista il 20 marzo, promossa dal parroco della parrocchia di San Girolamo all’Arcoveggio, don Milko Ghelli.
L’iniziativa prevedeva una sosta dell’icona della Madonna di San Luca nel giardino del plesso scolastico con il coinvolgimento dei bambini delle famiglie interessate in un momento di spiegazione dell’icona seguito da una preghiera, ma in seguito a rimostranze dei genitori, che si appellavano alla laicità della scuola, l’icona dovrebbe fare comunque tappa presso l’istituto, ma restando sulla strada.
La vicenda dell’icona della Madonna di San Luca alle scuole Grosso in Bolognina
La vicenda, spiegano i genitori, sarebbe iniziata il 9 febbraio, quando la pedagogista del plesso ha inviato alle famiglie una mail informativa sull’iniziativa. Nel messaggio si indicava che l’icona avrebbe fatto tappa sia alla scuola primaria Grosso sia alla scuola dell’infanzia, con una sosta nel giardino dell’istituto.
I bambini delle famiglie aderenti, secondo la proposta, sarebbero stati accompagnati nel giardino per assistere alla spiegazione dell’icona e partecipare a un momento di preghiera.
Dopo aver ricevuto alcune segnalazioni dalle famiglie, il Comitato genitori ha chiesto chiarimenti alla scuola. In seguito sarebbe emerso che il gruppo educativo e l’insegnante di religione non erano stati preventivamente coinvolti nell’organizzazione dell’iniziativa.
Il 10 febbraio il comitato ha quindi scritto all’assessore alla scuola del Comune di Bologna Daniele Ara e ai responsabili dell’area educativa 0-6 chiedendo chiarimenti sulla procedura di approvazione dell’iniziativa.
In particolare i genitori chiedono con quali obiettivi pedagogici un momento di culto possa inserirsi nel percorso educativo di una scuola pubblica, ricordando il principio di laicità dell’istruzione sancito dalla Costituzione.
Dopo un tentativo di mediazione tra l’assessore Ara e il parroco, l’iniziativa sarebbe stata spostata di pochi metri, sulla strada vicino alla scuola, ma confermata per la giornata del 20 marzo. Una soluzione che, secondo il comitato, non risolve il problema di fondo. «Il risultato grottesco è che l’icona della Madonna di San Luca resterà sulla strada davanti al cancello e i bambini dentro al giardino», osserva ai nostri microfoni Emma Bombarda, una delle rappresentanti dei genitori.
«La nostra scuola è un presidio di comunità costruito nel tempo dal lavoro del personale educativo e delle famiglie – si legge nella nota – ma questa vicenda ha generato tensioni e un deterioramento delle relazioni tra i genitori».
Il Comitato genitori afferma di riconoscere l’importanza religiosa dell’evento per i fedeli, ma propone una soluzione diversa: organizzare il momento di culto in un luogo differente dalla scuola pubblica e in orario extrascolastico, lasciando alle famiglie la libertà di partecipare. Secondo i genitori, questo permetterebbe di rispettare le diverse identità religiose presenti nella comunità scolastica. «Il 90% dei genitori, anche cattolici, non è d’accordo con quell’iniziativa – sottolinea Bombarda – L’obiettivo del parroco sembra essere stato quello di far polemica facendo finire la scuola sui giornali».Il comitato infatti, critica la gestione pubblica della vicenda, sostenendo che mentre il confronto con le famiglie era ancora in corso la questione è stata riportata da un quotidiano locale con toni accusatori nei confronti della scuola. I genitori denunciano anche la presenza di giornalisti davanti all’istituto, che a loro avviso avrebbe trasformato la vicenda in un caso politico.
«Il comitato – concludono – aveva inizialmente scelto di non diffondere la notizia alla stampa proprio per tutelare l’istituzione scolastica».
ASCOLTA L’INTERVISTA A EMMA BOMBARDA:







