Continua la settimana del Bologna Jazz Festival con il programma per domani, mercoledì 29 ottobre, che prevede il Laboratorio Sociale Afrobeat al Binario69, il concerto di Maria Pia De Vito “Core/Coração” organizzato dal Museo Internazionale e Biblioteca della Musica, Giuseppe Bassi and The FunkLives Featuring Joanna Teters & Gianluca Petrella al Bravo Caffé e per finire i BSDE 4et allo Sghetto Club.
Bologna Jazz Festival: il programma del 29 ottobre
Il Laboratorio Sociale Afrobeat è diretto e coordinato da Guglielmo Pagnozzi. È un laboratorio musicale gratuito e aperto a tutti i cittadini musicisti e non. Il Laboratorio è aperto a tutti gli strumenti, senza limiti di numero, non è necessario saper leggere la musica ed è a frequentazione libera, aperto anche a chi si occupa di teatro, poesia, danza, arti visive e qualunque altra attività creativa. I “non musicisti” potranno partecipare suonando percussioni: il loro apparentemente piccolo contributo in realtà verrà valorizzato nell’insieme ritmico “corale”.
Gli incontri si articoleranno in momenti teorici di ascolto e discussione e soprattutto in lunghi momenti di pratica musicale diventando così luogo di socializzazione, scambio interpersonale e interculturale, tutto in un clima di convivialità e reciprocità. Questo progetto mira a creare uno spazio inclusivo e accogliente dove la musica diventi un veicolo per l’incontro, il dialogo e la crescita personale e collettiva.
A seguire assistiamo a una jam session.
“Core/Coração“ è il secondo capitolo di un lungo lavoro di traduzione di canzoni brasiliane (dal portoghese al dialetto napoletano) svolto al fianco degli autori, divenuto un album come seguito dell’apprezzato lavoro del 2017. Un disco tra i più sentiti dalla cantante partenopea Maria Pia De Vito ed uno dei più chiaramente transculturali: il titolo va ad indicare espressamente un lavoro del cuore, la cui scintilla è stata accesa dall’incontro con il compositore e chitarrista brasiliano Guinga ed il successivo incontro poetico con Chico Buarque.
Un lavoro accurato di traduzione dal portoghese al napoletano, svolto fianco a fianco con gli autori, in particolare con Chico, volto a conservare intatta la bellezza, la poesia e la musicalità dei testi originali, resi nella lingua napoletana, formidabile strumento musicale, lirico, ritmico e visionario allo stesso tempo. In questa visione metamorfica, come un tuffo in profondità nel mondo della canzone d’autore brasiliana, le danze campane incrociano quelle brasiliane, il samba la tammurriata.
Sul palco, la cantante partenopea si fa accompagnare da Roberto Taufic alla chitarra e da Roberto Rossi alla batteria e alle percussioni.
Giuseppe Bassi è autore, compositore e contrabbassista, probabilmente tra i più impegnati a livello internazionale, la sua musica spazia dal Jazz più tradizionale all’avanguardia, dal Funk alla musica classica. Dopo un’intensa attività jazzistica, che lo ha portato con il suo contrabbasso dai club di New York fino alla centrale nucleare di Fukushima, firma un album con Joanna Teters, una delle voci più rappresentative del soul americano di ultima generazione. Questo sodalizio ha già ottenuto un grande successo nella primavera del 2022, con un primo tour italiano acclamato dal pubblico e dalla critica. “The Nine Lives of the Soul”, il loro primo album, raccoglie brani di rara bellezza, in cui il funk e le sonorità soul si fondono con l’eleganza del jazz. Insieme a Gianluca Petrella al trombone, Paolo Sessa alle tastiere e Gianluca Porro alla batteria portano sul palco un repertorio che comprende anche rivisitazioni di celebri successi della storia della musica, come “Peg” degli Steely Dan e “Quanno Chiove” di Pino Daniele, rielaborati con un sound fresco e originale.
Concludono la rassegna di domani i BSDE 4et (Daniele Nasi al sassofono tenore e soprano, JT Hwang al pianoforte, Giacomo Marzi al basso e Mattia Galeotti alla batteria), un gruppo i cui componenti hanno base tra l’Olanda e l’Italia, che sfrutta i variopinti background dei membri per creare un suono sempre fresco attraverso un repertorio di composizioni originali, a cura del sassofonista, caratterizzate da una scrittura aperta, dove l’apporto espressivo e personale dei musicisti diviene fondamentale. La musica mette insieme aspetti del free jazz e dell’hard-bop con scelte ritmiche ed armoniche moderne, ma anche materiale più folkloristico derivante dalla diversa provenienza ed esperienze dei membri.







