La storia di Luca, che dopo anni di gavetta in diversi bar, ha cominciato a lavorare in un locale in via Mascarella. A due settimane dall’inaugurazione arriva l’ordinanza che limita gli orari. “Sogno una zona luminosa, come quella riqualificata dietro al Mercato delle Erbe”.

Molti anni di gavetta in diversi locali della città, dietro il bancone del bar o tra i tavoli dei clienti. Poi la scelta di andare a lavorare, insieme ad altri amici, in un locale in via Mascarella, le Botteghe Festina Lente. L’inaugurazione, la speranza di riuscire a campare nonostante la crisi e nonostante la grande offerta cittadina, fino all’arrivo, a due settimane dall’apertura, dell’ordinanza del sindaco che limita l’apertura dei locali nella zona universitaria.

È la storia di Luca, trentenne bolognese, “barista” ed amico della band Lo Stato Sociale, che a lui ha dedicato anche un post su Facebook con gli auguri per la nuova avventura. Luca è tra i più arrabbiati per il provvedimento del Comune di Bologna.
Le nuove regole dell’ordinanza ci sono state notificate in un modo assurdo – racconta ai nostri microfoni – Cinque minuti prima dell’apertura del turno serale, verso le 18, sono arrivati due vigili che ci hanno detto che dovevamo chiudere all’una”.
Oltre che nel merito, dunque, è anche il metodo a lasciare sbigottiti. Un metodo che non ha nemmeno consentito ai gestori di pianificare i turni di lavoro.

“Ho un amico e collega che ha una panineria – continua Luca – e dovendo chiudere alle 23 non riesce nemmeno ad intercettare i clienti che escono dall’ultima proiezione del cinema vicino”.
La preoccupazione per il futuro delle proprie attività è palpabile tra i dipendenti e anche tra i gestori, perché molti hanno contratto debiti proprio per riuscire ad aprire il locale.

Eppure, per altre zone della città, è stato scelto un altro modello. “A me piace ricordare come è viva ora la zona dietro al Mercato delle Erbe – osserva Luca – che solo un anno e mezzo fa era in mano allo spaccio. Quella zona è stata riqualificata, ora è luminosa, piena di gente ed è stata restituita alla città”.
Il giovane barista avrebbe voluto una soluzione del genere anche per la zona universitaria, una soluzione “luminosa“, parola che tiene a sottolineare per testimoniare come siano i locali aperti, con le luci accese, a fare presidio del territorio.

Per reagire all’ordinanza, oltre al ricorso al Tar come già annunciato da Confesercenti, Luca pensa ad azioni comunicative ed iniziative rivolte ai cittadini. L’obiettivo è far comprendere l’assurdità dell’ordinanza e le conseguenze che potrebbe provocare, sia dal punto di vista economico, sia per la sicurezza nelle vie della zona universitaria.

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