Da oggi, mercoledì 1° aprile, i monopattini elettrici in sharing spariranno ufficialmente dalle strade di Firenze. In queste ore i gestori stanno completando il ritiro della flotta, in ottemperanza alla delibera di giunta approvata lo scorso novembre. Chiunque dovesse abbandonare i mezzi sul suolo pubblico si vedrà sequestrare i veicoli dalla Polizia Municipale, con relativo trasferimento alla depositeria della SAS. Palazzo Vecchio è stato categorico: senza autorizzazione, nessuna attività di noleggio può occupare lo spazio pubblico, limitando eventuali servizi solo ad aree riservate senza possibilità di sosta libera in strada.

Firenze rinuncia allo sharing pubblico dei monopattini: il mancato uso del casco alla base della decisione

Alla base della decisione non c’è un’avversione ideologica, ma un ostacolo normativo e pratico che l’amministrazione ha ritenuto insormontabile. Con l’aggiornamento del Codice della Strada del 2024, il casco è diventato obbligatorio per tutti i conducenti, ma nella pratica del free floating questo obbligo si è rivelato impossibile da garantire.
Secondo quanto riportato dal Comune, gli operatori non sono riusciti ad assicurare la presenza costante del casco a bordo di ogni veicolo e l’assenza di stazioni fisse ha reso estremamente problematico il rispetto della norma. I controlli hanno inoltre evidenziato criticità diffuse, dalla guida in due persone alla marcia contromano, fino alla sosta selvaggia che compromette il decoro urbano.

Firenze rivendica con orgoglio il primato nazionale di questa scelta drastica. La sindaca Sara Funaro ha sottolineato come la sicurezza stradale e il rispetto delle regole siano le priorità assolute della sua amministrazione, spiegando che l’esperienza di questi anni ha evidenziato problematiche non più gestibili nonostante l’impegno della Polizia Municipale. Sulla stessa linea l’assessore alla Mobilità Andrea Giorgio, che ha definito lo stop una scelta di responsabilità. Secondo Giorgio, è sufficiente osservare il comportamento degli utenti per capire che l’obbligo del casco viene sistematicamente ignorato, creando una situazione inaccettabile sia sul piano della sicurezza che su quello dell’ordine pubblico.

Per colmare il vuoto lasciato dai monopattini, il Comune punta con decisione sul potenziamento del bike sharing, che nei primi mesi del 2026 ha già fatto registrare un incremento dei noleggi del 25%. La flotta complessiva raggiungerà le 5.000 unità, suddivise tra 3.200 e-bike e 1.800 biciclette a pedalata muscolare.
Parallelamente, Palazzo Vecchio sta lavorando a nuove agevolazioni tariffarie e ha già pubblicato i bandi per rilanciare i servizi di car e scooter sharing, privilegiando i mezzi elettrici sia a flusso libero che con stazioni fisse. L’obiettivo dichiarato è quello di offrire ai cittadini alternative che siano, al tempo stesso, ecologiche, ordinate e sicure.

Nonostante il divieto di occupazione del suolo pubblico, il colosso Bird, che gestiva il servizio, ha annunciato che non intende abbandonare la città. Giorgio Cappiello, responsabile delle relazioni istituzionali per l’Italia, ha spiegato che la società continuerà a operare attraverso un modello di noleggio privato, svincolato dalle convenzioni pubbliche.
In attesa della sentenza del Tar, Bird scommette sulla forte richiesta di mobilità smart dei fiorentini, offrendo un servizio on-demand simile a quello dei noleggiatori di auto o ciclomotori.